Furti e aggressioni nei market esplode anche il caso Rivarolo
RIVAROLO CANAVESE
Furti, minacce, aggressioni. A distanza di poche settimane dalla denuncia sindacale sui rischi per i dipendenti del Lidl di Ivrea, anche a Rivarolo scoppia l’allarme sicurezza. Le sigle Fisascat Cisl e Filcams Cgil hanno recapitato una diffida formale alla Pam Panorama per denunciare una situazione giudicata «gravissima e insostenibile».
le donne nel mirino
La lettera, inviata lunedì 9 giugno, è stata trasmessa anche all’amministrazione comunale e al comando della Polizia municipale. Al centro dell’attenzione, il punto vendita Pam di corso Indipendenza, dove lavorano principalmente donne con contratti part-time.
Qui, secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, i dipendenti sarebbero stati esposti in più occasioni a comportamenti violenti da parte di soggetti esterni: tentativi di furto, minacce verbali e fisiche, fino a colluttazioni vere e proprie.
L’ultimo episodio risale a sabato scorso, quando un uomo, colto sul fatto mentre tentava di rubare della merce, è stato affrontato da un dipendente. Ne è nata una colluttazione. Due settimane prima, un altro ladro era stato fermato e sul posto erano intervenuti i carabinieri.
«nulla È stato fatto»
«Nulla è stato fatto per garantire la protezione e l’incolumità dei lavoratori – scrivono i sindacati nella diffida – Si tratta di una palese violazione delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro».
Le richieste sono puntuali: presenza fissa di personale di vigilanza, potenziamento della videosorveglianza, possibilità di attivare rapidamente l’intervento delle forze dell’ordine in caso di pericolo. Viene inoltre sollecitata un’indagine interna dettagliata e la redazione di un piano di prevenzione e gestione dei rischi. L’azienda ha dieci giorni di tempo per fornire risposta. In caso contrario, i sindacati preannunciano esposti in Procura e l’avvio di procedimenti legali.
un clima di tensione
Il clima di tensione che si respira nel supermercato di Rivarolo non è isolato. Un quadro analogo era già stato sollevato dai sindacati anche a Ivrea, dove i lavoratori del Lidl di via Sant’Ulderico avevano lanciato l’allarme per i ripetuti episodi di furti e aggressioni. In quel caso, l’azienda – dopo le sollecitazioni – aveva organizzato un incontro con i rappresentanti dei lavoratori presso la sede regionale di Volpiano. Da lì, le prime contromisure: attivazione di una ronda con vigilanza armata nelle ore serali, potenziamento del personale di assistenza alla clientela e rimodulazione dei turni per garantire presenza maschile negli orari più critici. Lidl ha anche predisposto un esposto formale alle autorità per documentare quanto avviene all’esterno del punto vendita.
«Fuori da logiche strumentali che non appartengono al nostro modo di operare – aveva dichiarato Francesco Sciarra, segretario Uiltucs Uil di Ivrea e Canavese – abbiamo ribadito la preoccupazione di fronte ai crescenti episodi di microcriminalità, portati avanti da soggetti spesso in stato di alterazione». Anche in quel caso, i lavoratori – in gran parte donne – si sono ritrovati a dover fronteggiare, senza tutele adeguate, comportamenti minacciosi e aggressivi, mentre svolgevano le loro mansioni quotidiane.
l’escalation in città
Ora, l’escalation arriva a Rivarolo. «Le prime misure adottate da Lidl vanno nella giusta direzione – ha commentato Michele Racanelli di Filcams Cgil – ma non possono restare iniziative isolate. Serve un protocollo chiaro e duraturo, che garantisca la sicurezza dei lavoratori tutti i giorni, non solo a emergenza avvenuta».
Il rischio, altrimenti, è che si normalizzi l’insicurezza come elemento strutturale del lavoro nella grande distribiuzione, dove stipendi bassi, turni spezzati e carichi fisici gravosi sono già condizioni complesse da sostenere. La microcriminalità di prossimità, come viene definita nei documenti sindacali, aggrava un quadro già fragile, dove il personale – soprattutto se giovane o femminile – si ritrova solo di fronte a furti, insulti, minacce
«Non ci fermeremo – conclude Michele Racanelli di Filcams Cgil – finché le aziende non dimostreranno, con atti concreti, di voler garantire la sicurezza come diritto fondamentale di ogni lavoratore».