Il vescovo: «A Pavia c’è l’emergenza casa. Necessari alloggi a prezzi accessibili»
PAVIA. Circa 1.500 fedeli hanno partecipato lunedì sera alle celebrazioni delle Sante Spine. E durante l’omelia dal pulpito del Duomo il vescovo Corrado Sanguineti ha parlato di “emergenza casa a Pavia” e ha sottolineato la necessità di dare una risposta a famiglie e studenti che non trovano abitazioni a prezzi accessibili.
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La denuncia
«Mi permetto di segnalare la casa come una delle “emergenze” della nostra città – ha spiegato il Vescovo -. È indispensabile non far mancare a nessuno una dimora per sé e per la famiglia ed è necessaria la cura e l’accoglienza per i senza tetto”. Monsignor Sanguineti ha rimarcato il ruolo delle Caritas parrocchiali e dei gruppi della “San Vincenzo” che, in raccordo con la Caritas diocesana e in collaborazione con altre realtà di volontariato e con i servizi sociali del Comune, «cercano di rispondere ai bisogni di persone in povertà o in situazioni di grave disagio e di sopperire, anche se in modo impari rispetto alle necessità, alla fame di alloggi accessibili come prezzi di affitto, per famiglie, studenti, parenti di lungo degenti, che faticano a trovare una sistemazione dignitosa e sostenibile».
Davanti al sindaco Michele Lissia, alle altre autorità e ai fedeli, il vescovo ha poi ripercorso le sue visite pastorali durante la quali ha incontrato la giunta e il consiglio comunale, luoghi di lavoro, scuole, centri sociali e di aggregazione, associazioni sportive, realtà di volontariato e strutture di accoglienza e quegli ambienti sanitari »che fanno di Pavia una città della cura».
Popolo cristiano
«Ho visto che esiste ancora un popolo cristiano, in cui il cristianesimo è un riferimento di valori e di vita ed è all’origine del senso diffuso di attenzione a chi è più fragile, con la fioritura di opere di servizio, di volontariato, di carità», ha spiegato il vescovo, ricordando Sant’Agostino «che rimane un testimone e un riferimento essenziale per la Chiesa di Pavia».
In una cattedrale gremita, monsignor Sanguineti ha evidenziato l’opera, silenziosa e quotidiana, dei parroci, dei volontari e di tutti coloro che si spendono per gli altri, per i più fragili, per gli invisibili. Dopo l’omelia, la processione nelle strade del centro. Fino al ritorno in Duomo.
La cerimonia
A riposizionare le tre spine della corona di Cristo sopra l’altare maggiore del duomo, grazie al meccanismo seicentesco della Nivola, è stato il parroco don Maggi: «Abbiamo annunciato che a breve inizieranno i lavori nella zona dell’altare della cattedrale. Sono intanto terminati i lavori al campanile e il nostro desiderio è che in futuro le campane tornino a suonare. Un ringraziamento va alle associazioni, all’Hermandad del Señor de los milagros (fraternità del Signore dei miracoli) e al corpo bandistico di Broni». —
Stefania Prato