Pride 2025: a Torino una grande onda colorata chiede pace e diritti
Una manifestazione d’amore “senza esclusione di corpi”. E’ lo slogan, ribadito anche da Vladimir Luxuria, presente al gioioso Pride torinese. La direttrice del Lovers Film Festival ha ricordato come in Europa nell’Ungheria di Orban, il Pride sia stato vietato, nel silenzio del nostro Governo. Governo che permane fermo sull’introduzione dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, con la scusa di voler fermare l’imposizione del pensiero gender.
E’ stato davvero grande il successo di questo Pride 2025 torinese, promosso dalla variegata comunità LGBTQIA+ per difendere ogni identità contro ogni discriminazione. Almeno 150mila persone sono sfilate, con 22 carri, per il centro fino a Piazza Vittorio Veneto, in modo festoso ma ordinato. Tante bandiere arcobaleno e palestinesi testimoniavano una domanda di pace che è nel DNA di questo popolo eterogeneo ma quanto mai unito e coinvolgente.
Una vera festa “senza esclusione di corpi” con tantissimi giovani. Gli attacchi ai politici, in particolare alla Meloni, Salvini ormai non fa più testo, hanno giocato molto sull’ironia, quasi scomparsi gli eccessi tendenti alla blasfemia. Il pride è festa ma anche orgoglio e lotta contro la discriminazione e per la difesa dei diritti di fronte a una vandea repressiva che soffia dalla presidenza Trump nella sua guerra e denigrazione quotidiana del mondo woke. Cosa tristemente ordinaria in molte realtà dell’Est. Senza dimenticare come anche in Italia (si ricordi le polemiche sulla Peppa PIg con due mamme del 2022), il libero Pride non sia per nulla scontato in diversi Comuni.
“Meglio gay che fascio”, “Meglio gay che interista” sono alcuni cartelli che testimoniano lo spirito ironico ma fermamente convinto di quella libera espressività, senza censure, anche nei nostri modi di essere nel lock, nell’affettività, nella sessualità. Una rivendicazione di libertà d’essere, di vestirsi, di mostrarsi che ha convolto persone e giovani di ogni età orgogliosi del proprio corpo dei propri affetti e anche se di taglie xxxl insomma senza esclusione di corpi.
Alternata alla tekno permangono e fanno ballare i brani delle icone gay Madonna e dell’indimenticabile Raffa con i suoi remix. La festa non ha impedito momenti di silenzio per ricordare le troppe vittime della discriminazione e della follia omofoba.
Spesso chi semina odio verso la variegata realtà Lgbtqia+, schiavo d’ignoranza e pregiudizi alimentati da una vandea populista ipocrita e violenta, parte da una disgustosa visione che porta alla condanna e all’irrisione di quella che viene ritenuta una sessualità e affettività anomala, che alcuni culti dipingono ancora come una malattia da curare. Si ignora così la realtà di tante persone che fanno la spesa, hanno affetti, si ammalano, invecchiano e non sono certo ammalate e maniache come la mente di chi li giudica creando terreno fertile per un bullismo dalle conseguenze a volte drammatiche.
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