«Ave Maria piena di rabbia»: la poesia civile al Bacaro di Pavia
PAVIA. Di questa giovane poetessa siciliana (nata ad Agrigento nel 2000) colpisce certo la grande presenza scenica (le sue performance sono virali), ma anche la straordinaria forza dei suoi versi. Una poesia di grande impegno civile. Stiamo parlando di Gloria Riggio, ospite oggi, lunedì 9 giugno, alle 18, dell’Ombra de Vin-Bacaro Poetico di piazza della Vittoria (ingresso libero). Nel locale in centro storico a Pavia Gloria Riggio presenterà “Ave Maria piena di rabbia”, edito per Becco Giallo. A dialogare con l’autrice Paolo Agrati. “Ave Maria piena di rabbia” è stato definito un grido, uno slogan, un’eco che risuona nelle piazze e nel cuore delle nuove generazioni. «Ho cominciato a riflettere sulla scrittura in piena pandemia quando sembrava che il mondo come lo conoscevamo – spiega la campionessa italiana di poetry slam 2023 – venisse meno, quando sembrava che stessero crollando tutti gli statuti su cui poggiava. La mia poesia nasce dall’intersezione tra me come individuo e me come parte della società. La scrittura è inevitabilmente il precipitato delle esperienze che si fanno, penso per esempio ai collettivi artistici che ho frequentato mentre studiavo all’Università di Trento. Nella mie poesie parlo di situazioni legate alla terra in cui sono cresciuta, la tratta migratoria mediterranea, e alla condizione di donna in una società, la nostra, dove la violenza di genere continua a essere un problema spaventoso».
Gloria Riggio ha pubblicato raccolte di versi e sue poesie sono state tradotte in spagnolo, tedesco, inglese, francese e greco. È studente dell’Accademia nazionale di arte drammatica Silvio D’Amico, presso il master in drammaturgia e sceneggiatura e redattrice della rivista di letteratura contemporanea Inverso – Giornale di poesia. La sua arte incontra la musica: si è infatti esibita insieme a Cristina Donà, Giovanni Truppi, Pino Marino, insieme ad Anna Castiglia e al collettivo Canta fino a Dieci, in performance di spoken music che abitano la soglia che distingue - o lega - poesia orale e cantautorato.