L’amica di Chiara: «Un romanzo sul nulla perché nelle sue mail non ci sono misteri»
GARLASCO. C’era qualche segreto nella vita di Chiara Poggi che le indagini dei carabinieri di Pavia e Vigevano tralasciarono di approfondire? Una mail che la giovane si scambiò con la sua amica e collega, Cristina Tosi, un mese prima del delitto, in cui si parla di presunti “intrallazzi” ha dato spazio, in alcune trasmissioni televisive, a sospetti e illazioni. «Ma si è creato un romanzo sul nulla – dice oggi l’amica Tosi –. Non ricordo nemmeno cosa dissi ai carabinieri all’epoca, ma erano chiacchiere tra amiche. Se vorranno risentirmi per avere qualche chiarimento sono a disposizione».
Le confidenze
Tosi all’epoca era compagna di lavoro di Chiara in Asm Pavia, nell’ufficio della direzione finanziaria. Un incarico che Chiara lasciò a gennaio del 2007, per andare a lavorare a Milano all’azienda Computer Sharing. Le due giovani amiche restarono in contatto. «Mi fece delle confidenze sulla sua vita privata – fece mettere a verbale l’amica Tosi ad agosto del 2007, una settimana dopo il delitto –. Era molto innamorata del fidanzato e gelosa, anche se lo vedeva solo due volte a settimana perché era impegnato con gli studi».
La mail
Il 5 luglio le due amiche si scambiano una mail. Tosi chiede a Chiara come vanno i suoi «intrallazzi» e lei risponde che «stanno vivendo un periodo di stasi, il mio piccione al telefono dà sempre soddisfazioni, mentre con l’altro ultimamente non ci vado troppo d’accordo». La mail emerge dall’analisi del computer durante le indagini dopo il delitto, in un momento successivo alle dichiarazioni di Tosi ai carabinieri. Tuttavia già in quei verbali l’amica parla di un ragazzo che faceva il filo a Chiara, spiegando così il contenuto delle mail che si scambiavano. «L’ultima volta che ho visto Chiara risale al 31 gennaio 2007 – si legge nei vecchi verbali –. Da allora abbiamo tenuto i contatti solamente attraverso i messaggi di posta elettronica che ci siamo inviate e qualche sms telefonico. Nei messaggi abbiamo discusso prevalentemente dei reciproci lavori, lei era molto contenta del nuovo impiego».
Poi prosegue: «In una occasione mi ha fatto cenno a un collega che le faceva delle avance». Confidenze tra amiche. Poi, però, al centro dei pensieri di Chiara c’era sempre lui, Alberto. «Era molto gelosa – raccontò l’amica –. Ricordo di una telefonata mentre lui era in Università a Milano, lei sentì delle voci di ragazze in sottofondo, ma il fidanzato negò che ci fossero ragazze con lui. Chiara si arrabbiò moltissimo».
Un mese prima del delitto
Tornando alle mail di luglio, un mese prima dell’omicidio, Tosi ricordò, sentita dai carabinieri, anche «un’altra mail», oltre a quella del ragazzo che faceva il filo a Chiara, «dove lei mi disse che il suo fidanzato Alberto sarebbe dovuto andare a Londra e lei era preoccupata, perché non lo avrebbe visto per un po’», ma che si «stava organizzando per poter trascorrere con lui un week end a Londra, cosa che in effetti riuscì a fare, come poi mi comunicò sempre per posta elettronica».