In provincia di Pavia più donne occupate. Ma precarie e con stipendi che restano bassi
PAVIA. Più occupate, un tasso di disoccupazione addirittura crollato negli ultimi anni, ma allo stesso tempo un lavoro sempre più instabile, con retribuzioni medie molto basse anche a confronto con la media lombarda e nazionale, e in generale un divario rispetto agli uomini che nonostante i progressi resta significativo. È in sintesi il quadro che descrive, a suon di numeri, il “Bilancio di genere” della Provincia. Un documento che analizza diversi aspetti della presenza femminile sul territorio, sotto il profilo sia demografico che economico.
Occupazione e disoccupazione
La dinamica dell’occupazione si presenta sicuramente positiva: le donne che hanno un lavoro sono passate da 99mila a 107 mila tra il 2020 e il 2024, con un tasso di occupazione (15-74 anni) che è cresciuto di 3 punti (da 49,7% a 52,7%), un po’ più di quello maschile (da 62,5% a 65%).
Persino sorprendente, e anomalo, il dato della disoccupazione femminile, che dopo l’impennata del 2021 (8,2%) è prima sceso - in linea con un andamento generale - e poi crollato al 2,1% nel 2024, andando ben al di sotto di quello maschile (4,7%, in risalita rispetto all’anno precedente). Va ricordato a questo proposito che viene considerato disoccupato chi è alla ricerca attiva di un lavoro, non chi invece vi ha rinunciato. L’anomalia viene sottolineata dal rapporto della Provincia: «Potrebbe indicare un cambiamento nel mercato del lavoro o nella partecipazione femminile».
Ma è sul fronte delle paghe e della qualità del lavoro che le cose cambiano. Intanto la retribuzione oraria lorda media per una donna in provincia di Pavia , nel settore privato, è stata di 13,23 euro nel 2022, un valore più basso della media nazionale (13,88), per non parlare di quella lombarda (15,40). Il discorso dei bassi stipendi in provincia, più volte emerso, è per la verità un problema generale, che coinvolge anche gli uomini: anche in questo caso non solo le retribuzioni medie orarie sono più basse di quelle italiane e lombarde, ma inferiori anche a quelle delle donne lombarde, con una sostanziale stabilità a 14,37 euro tra il 2019 e il 2022, che ha ampliato il divario a livello sia regionale che nazionale, dove invece si è registrata una generale crescita, sia pure moderata. Tornando agli stipendi delle donne in provincia, se tra il 2019 e il 2021 c’è stato almeno un aumento (da 12,89 a 13,89 euro), nel 2022 si è assistito a una decisa inversione di tendenza (13,23 euro, appunto).
Lavoro instabile
E ancora. Tra il 2023 e il 2024 sono aumentati gli avviamenti al lavoro di donne (oltre 33mila, + 5,6%) ma ancora di più le cessazioni dei rapporti (+10%), con un saldo che a differenza di quello maschile si è quindi ridotto, da 2.677 a 1.537. Quanto alla tipologia di contratto, a differenza dei maschi calano sia quelli a tempo determinato (5.554) che indeterminato (17.349), mentre aumentano i part time.
I dati sull’Università mostrano poi «una prevalenza percentuale di laureate in tutte le tipologie di corsi di studio. Le donne hanno un tasso di occupazione generalmente più alto o comparabile rispetto agli uomini, ma questo non si traduce in una maggiore retribuzione. Le lavoratrici vengono introdotte al mercato del lavoro mediante tirocinio in misura maggiore rispetto ai lavoratori».
Migliora il quadro sul fronte dell’imprenditoria femminile, che nonostante il leggero calo degli ultimi anni pesa il 22,4% sul totale delle imprese provinciali (19,9% la media lombarda). Tra i settori dove sono più presenti le imprese di donne ci sono sanità e assistenza sociale (45,8%), altre attività di servizi (62,3%), istruzione, alloggio e ristorazione (34,1%).
Piazza Italia a trazione femminile: 55% del personale e 4 dirigenti su 5
È in crescita il numero di donne sindaco in provincia di Pavia: nel giro di otto anni - tra il 2017 e il 2024 - sono passate da 30 a 42. Resta notevole comunque la differenza con i sindaci maschi, pur in diminuzione da 158 a 143 nello stesso periodo di tempo. E’ invece nell’organico dell’ente Provincia che le donne sono in netta prevalenza e anche nella scala gerarchica: alla data di rilevazione (31 dicembre 2024) le donne in servizio erano il 54,67 % del totale, superiore al personale maschile. Non solo. La distribuzione dei 29 incarichi di Elevata qualificazione (Eq) è largamente favorevole alle donne: 18 (62%) contro 11 assegnati a uomini e se si comprendono anche i funzionari il rapporto è di 48 a 31. Di più: dei cinque dirigenti della Provincia, quattro sono donne. Infine nei Consigli di amministrazione delle società partecipate e dei consorzi dalla Provincia di Pavia le donne sono il 29%.