Euro5 diesel, a ottobre si cambia: limitazioni per 30mila auto in provincia di Pavia
PAVIA. Dal prossimo primo ottobre, in Lombardia, quasi mezzo milione di auto sarà soggetto a stringenti limitazioni: più di 30mila pavesi e 450mila lombardi potrebbero essere costretti a cambiare la propria vettura. Parliamo nello specifico di 484mila automobili alimentate ad Euro 5 diesel (dati Aci) che fra quattro mesi potranno circolare solo a orari e giorni prestabiliti a causa dello stop decretato da Regione Lombardia.
Proroga scaduta
In totale, nel prossimo biennio, con le ulteriori limitazioni già previste per i mezzi pubblici e commerciali, il numero salirà a 600mila veicoli. Si tratta di un divieto imposto ai mezzi immatricolati tra il 2011 e il 2015, prorogato di un anno nell’agosto 2024, che al momento vede Regione Lombardia con le mani legate. Nella nostra regione il nuovo stop alla circolazione da lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, che già comprende le auto alimentate a gasolio Euro 0, 1, 2, 3 e 4 (oltre a quelle a benzina 1 e 2), andrà a coinvolgere anche gli Euro 5 diesel in 206 comuni: la normativa parla di Fascia 1 (che comprende l'hinterland di ogni capoluogo, quindi anche Pavia con suoi 12 comuni limitrofi) e delle città di Fascia 2 con più di 30mila abitanti (Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese). Tutto ciò, con leggere differenze di orari diurni, varrà anche per l'Emilia Romagna, il Piemonte ed il Veneto. La notizia fino ad ora non sembra avere suscitato molto scalpore, tanto che pure a Palazzo Lombardia (tra maggioranza ed opposizione) nessuno ha chiesto lumi con una interrogazione, giusto per sapere se esiste una possibilità di cambiare rotta entro ottobre.
Oltre a Pavia e Vigevano, le limitazioni varranno anche per Borgarello, Carbonara, Certosa, Cura Carpignano, Marcignago, Mezzanino, San Genesio, San Martino Siccomario, Sant'Alessio, Torre d'Isola, Travacò Siccomario e Valle Salimbene. Stesso discorso coinvolgerà le altre province per un totale di 206 comuni lombardi
A dire il vero, le regioni coinvolte non hanno autonomia decisionale in merito; rimane solo il tentativo di fare pressing su Roma. Tanto per riannodare i fili, l'Unione Europea nel 2020 e 2022 ha fatto scattare due procedure d'infrazione nei confronti dell'Italia a causa degli elevati tassi di inquinamento registrati nelle regioni citate. Il governo ha così dovuto recepire le disposizioni europee imponendo ai Governatori di aggiornare i rispettivi piani per la qualità dell'aria; cosa puntualmente avvenuta con l'introduzione del blocco agli Euro 5 diesel. Difficile dire se Roma darà semaforo verde per un'ulteriore proroga, prendendosi il rischio di rimanere sotto infrazione europea come nel caso dei balneari. Rimane il fatto che le poche dichiarazioni arrivate dagli assessori regionali competenti escludono il termine “proroga”, e allo stesso tempo nel corso degli ultimi mesi la situazione è passata sotto silenzio con la stragrande maggioranza degli utenti ignari di quanto dovrebbe accadere. Due le possibilità per ovviare: l'utilizzo dell'apparecchio Move-In (tetto di 10mila km concesso in deroga) o il bando regionale con gli incentivi per l'acquisto di una nuova auto.
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Tornando alle misure previste dal 1 ottobre, rimane da capire se e come saranno attivati gli eventuali controlli. Le multe, a riguardo, partono da 168 euro in su con il rischio sospensione della patente in caso di recidiva.
Multe e telecamere
Sarà come a Milano con l'Area B dotata di telecamere attive ai varchi? Ad oggi a Pavia città le cose sembrano diverse, conferma l'assessore alla Polizia Locale, Rodolfo Faldini: «Non è possibile effettuare controlli con le telecamere agli ingressi della città, ma dobbiamo prevedere posti di controllo perché la sanzione deve essere comminata di persona». In attesa di nuove da Roma, rimane un solo dato: più di un milione di vetture a partire da ottobre avranno grandi difficoltà a circolare in Italia.
Multe da 168 euro in su. L’assessore Faldini: «Controlli ma senza uso di telecamere»