Valorizzare la Valle Sacra con la bellezza dell’arte, il progetto dell’artista Roberto Tarallo Giovando
CINTANO. Valorizzare il territorio e il proprio paese attraverso l’arte: è questa l’idea dell’artista Roberto Tarallo Giovando avviata già con numerose mostre e portata avanti con l’ultima collettiva inaugurata domenica scorsa a Cintano. Ventuno artisti provenienti dal Canavese, ma non solo, hanno impreziosito tre luoghi caratteristici di Cintano con le loro opere, spaziando liberamente nelle arti con il tema pastorale e floreale lanciato dall’ideatore della rassegna, lui stesso pittore, scultore e fotografo appassionato. Se la mostra che si divide tra Cascina Marcellina, Cantina Aurora e la Santa e Sacra galleria sarà visitabile fino al 2 giugno, per l’estate si prospettano grandi programmi per far conoscere e apprezzare la Valle Sacra e Cintano ai visitatori del territorio e non.
Vissuto a Torino, con radici pugliesi e di Cintano, come dimostra il secondo cognome, Roberto Tarallo Giovando, curatore dell’esposizione, ha le idee chiare su come valorizzare la zona: «La Valle Sacra deve puntare sull’arte e gli artisti per essere valorizzata nella sua bellezza. Qui le iniziative culturali non sono numerose, eppure potrebbero far apprezzare questa parte di Canavese a molte più persone. Mi sono trasferito qui, nelle proprietà materne, e la mia opera è cominciata proprio dal fienile della mia famiglia che ho ristrutturato e allestito come una vera e propria galleria, che ho chiamato Santa e Sacra galleria. Altri luoghi del paese, poi, si sono prestati a diventare luoghi di esposizione, come il salone pluriuso del Comune di Cintano e la sala pizzeria di Cascina Marcellina, che è diventata un vero “spazio arte”. Ma c’è anche il dehors del ristorante chiuso da tre anni che era Cantina Aurora ed appartiene alla signora Ornella Trucano Cillino. Questo spazio l’abbiamo denominato Aurora vetrina estetica».
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La prima volta ha riguardato proprio un ampio lavoro di Tarallo Giovando, che ha presentato il suo “Còdigo Rio De Janeiro. Fotografia contemporanea popolare”, un libro fotografico che raccoglie le immagini scattate dall’autore durante i viaggi in Brasile, che a loro volta sono state esposte a Cascina Marcellina e sono state presentate nel corso di una serata a tema brasiliano, con musiche a tema di accompagnamento. Era il 2018, poi tante altre iniziative si sono susseguite fino ad arrivare alla più recente, annunciata con un manifesto di ricerca di artisti interessati a partecipare alla collettiva: «L’idea è quella di un tipo di arte itinerante, con un filo conduttore, e ho cercato di raccogliere numerosi artisti, ben ventuno, dal Canavese, ma anche da Torino e altri luoghi. Il tema proposto per questa occasione è quello dei fiori, degli animali, della pastorizia, tutte caratteristiche del territorio, che è stato declinato in vari modi, non necessariamente rigidi. Le opere di Vincenzo Melucci, per esempio, quattro profili di ispirazione rinascimentale, presentano elementi naturali e floreali, per cui sono stati accettati volentieri nella mostra collettiva. La collaborazione con Cascina Marcellina e Ornella è stata fondamentale nell’organizzazione di questo appuntamento, che sarà visibile ancora fino a lunedì 2 giugno. Come per ogni incontro artistico, anche per questo vernissage sono stati organizzati momenti di poesia, musica con il Trio Le tre corde di Torino e un buffet offerto da Cascina Marcellina. In più, chi è venuto e verrà potrà gustare i piatti della tradizione al ristorante e apprezzare anche l’arte esposta e, perché no, una volta terminata la mostra, anche offrirsi per acquistare un quadro o una fotografia».
Tra coloro che si sono offerti di partecipare alla mostra c’è Vincenzo Melucci, per una vita docente di Tecniche pittoriche al liceo artistico di Castellamonte: «Faccio parte di alcune associazioni artistiche e serve tanto amore per proseguire con la propria passione. Appena ho visto il manifesto di Roberto ho chiamato, voglio dare il mio contributo e valorizzare l’arte del territorio».
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La mostra comprende diversi tipi di arte, dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, e per l’estate Roberto Tarallo Giovando ha in serbo un altro appuntamento, che vuole unire più aspetti in un solo programma, che questa volta, oltre all’arte e alla musica, comprenderebbe anche lo sport, sfruttando gli impianti sportivi di Cintano: «Da metà luglio a inizio agosto vorrei dare vita a un intenso programma, in collaborazione con l’amministrazione comunale guidata da Daniela Contini e con le associazioni del territorio – racconta l’artista –. Sono al lavoro per riuscirci, riprendendo il nome da un elemento caratteristico del paese: l’evento, infatti, si chiamerà La sacra estate del Basilisco, riprendendo l’animale mitologico che la leggenda narra che dal Medioevo si trovasse nella Cappella del Malpasso. Sarebbe bello se fosse una festa delle arti, delle musiche, dello sport, con un tema libero e con l’unico obiettivo di valorizzare il paese e la valle».
Alla mostra hanno partecipato i seguenti artisti: Vincenzo Melucci, Marina Furfaro, Rosaria Zutta, Liliana Cecchin , Floriana Traversi, Dario Tozzoli, Susanna Tozzoli, le opere dei defunti Margherita Tozzoli e Augusto Barberis, Ana Paula Ferreira Mendes, Fernando Frattianni, Corrado Camerlo, Mauro Marchioretto, Stefania e Pasquale Squillante, Giuseppe Adornetto, Sandra Sandri, Daniela Madeddu, Ferruccio Gridelli, Moreno D’Andelo, Simone Lajolo e il curatore Roberto Tarallo Giovando.