Romania, al ballottaggio Dan è in testa ma Simion parla di “frodi” e attacca: “Sono io il nuovo presidente”
Caos in Romania, nel turno di ballottaggio della presidenziali. Il sindaco di Bucarest, pro-europeo, Nicusor Dan, ha vinto con una inversione di tendenza rispetto al primo turno ricevendo quasi il 54% dei voti, rispetto al 46% del leader del partito nazionalista AUR, George Simion, che ha comunque rivendicato la vittoria, accusandolo di “frode”. Nei seggi all’estero, che rappresentano il 36,6% del totale, è però Simion a prevalere con il 55% contro il 45% di Dan.
Già stando ai primi exit poll Dan si attesterebbe al 54,9%, seguito da Simion al 45,1%. Il leader sovranista ha infatti rivendicato di essere lui avanti, nonostante gli exit poll. “Sono io il presidente, in nome del popolo romeno“, ha dichiarato. Si profila una notte segnata dalle tensioni, quindi, in un Paese già segnato dall’annullamento, lo scorso dicembre, del primo turno delle presidenziali da parte della Corte Costituzionale. Allora, ad essere in vantaggio, era stato il filo-russo Calin Georgescu ma la Corte Suprema aveva deciso di annullare la tornata elettorale denunciando ingerenze da parte di Mosca e non permettendo al candidato sovranista neanche di presentarsi. E nel pomeriggio il governo romeno ha denunciato di aver dichiarato “una campagna virale di fake news su Telegram e altre piattaforme di social media”, progettata “per influenzare il processo elettorale”.
Al primo turno Simion aveva ottenuto oltre il 40% staccando tutti gli altri candidati e aumentando i timori, a Bruxelles, di un ulteriore Paese membro governato dai sovranisti. Secondo era arrivato Dan (con il 20,9%).
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