Ronco Canavese, riapre il bar Centrale: una speranza per la vallata
RONCO CANAVESE. Per la valle è stato un vero avvenimento: dopo quasi un decennio di silenzio e serrande abbassate, lo storico bar ristorante Centrale ha riaperto i battenti, suscitando grande entusiasmo tra i valligiani e i tanti visitatori, soprattutto dalla Francia, rientrati nei paesi d’origine durante le festività. Il locale, situato proprio nel cuore del capoluogo, è da sempre un punto di riferimento per tutta la vallata, con radici che affondano nei primi anni del Novecento, quando era conosciuto come rinomato hotel.
“uno del posto”
A ridargli vita è stato Diego Bianchi, milanese di origine ma ormai a tutti gli effetti “uno del posto”
Laureatosi a Milano, si è trasferito in valle una ventina d’anni fa per lavorare nel campo della ristorazione. Dopo aver gestito per diversi anni prima il bar Moderno, altro storico locale di Ronco, e successivamente l’Albergo Rosa dei Monti a Piamprato, ha deciso di accettare una nuova sfida: restituire alla comunità un pezzo della propria storia. Insieme alla compagna Laura Tempesta, originaria del lago di Garda, ha riaperto lo storico locale con un nuovo nome – “Le Samare” – e una nuova anima, aggiungendo alla proposta gastronomica anche la pizzeria.
L’esperienza di Bianchi è stata anche portata come esempio virtuoso domenica scorsa, in occasione della presentazione del progetto promosso dalla Compagnia di San Paolo per incentivare l’imprenditoria giovanile nelle aree montane.
Durante l’evento, sono stati messi in luce percorsi concreti di rinascita e resilienza nelle terre alte, tra cui quello di Selena Aimonetto, giovane mamma originaria di Sparone che da alcuni anni gestisce con passione la Locanda della Luna.
La struttura, voluta e realizzata dal Comune per sopperire alla carenza ricettiva, comprende bar, ristorante e sette camere.
senza chiusure settimanali
Aimonetto ha raccontato la propria sfida quotidiana: garantire un servizio continuativo, senza chiusure settimanali, anche nelle giornate d’inverno in cui può capitare di servire un solo cliente.
Ma non ha nascosto le difficoltà, soprattutto nella ricerca di personale. Sono infatti pochi i residenti disposti a lavorare nel settore, e così anche i gestori di diverse strutture comunali arrivano ormai da fuori valle: succede allo chalet di Campiglia, alla pizzeria di Valprato, al rifugio Ciavanassa e allo stesso Rosa dei Monti di Piamprato.
Una nota dolente arriva invece da Ingria, dove è nuovamente chiuso il Pont Viéi, il caratteristico bar ristorante con punto di informazione turistica e un piccolo negozio di prodotti tipici, nato per contrastare la desertificazione commerciale. In questo borgo, tra i più piccoli della valle, non ci sono altri negozi né esercizi pubblici: per questo il Comune è pronto a pubblicare un nuovo bando per individuare un gestore capace di restituire vitalità a una struttura che, in passato, ha rappresentato molto più di un semplice luogo di ristoro. Un presidio sociale, un punto di riferimento, un segno concreto di presenza sul territorio.ornella de paoli