Rispuntano i nomi dei ragazzi di allora, tra compagni di scuola e amici di sempre
i personaggi
GARLASCO. Investigatori, ma anche persone che frequentavano la casa di via Pascoli e chi ci viveva. Nomi finiti nel dimenticatoio dopo anni di processi e sentenze, e che ora tornano sulla scena. Non sono indagati, ma riportano le lancette della memoria indietro di 18 anni. Non tutti i nomi, però, hanno la stessa rilevanza all’interno dell’accertamento genetico.
Da un lato ci sono i carabinieri che si occuparono delle indagini e che entrarono, alcuni senza guanti né calzari, nella casa del delitto, altri invece erano (alcuni lo sono ancora) amici dei protagonisti, della vittima, del fidanzato Alberto Stasi o del fratello, Marco Poggi. Solo per il primo gruppo è più netta la necessità di isolare quei profili, per “toglierli” dalla scena del crimine. E gli altri? Perché viene fatto il loro nome?
La gita a Londra
L’interrogativo riguarda soprattutto Marco Panzarasa: all’epoca del delitto aveva 24 anni ed era uno degli amici più stretti di Alberto Stasi, tanto che le indagini evidenziarono i frequenti contatti quotidiani tra i due. Oggi è un avvocato affermato, si occupa di pubblica amministrazione e fa parte del direttivo della Camera penale di Pavia. Il giorno dell’omicidio l’amico di Stasi era in Liguria, ma era tornato a Garlasco in giornata ed era stato sentito dai carabinieri la sera stessa. Con Stasi erano amici dai tempi del liceo scientifico Omodeo di Mortara, dove si diplomarono nel 2002, Panzarasa con il massimo dei voti, Stasi con 94/100. Dopo il diploma, le loro strade si divisero ma rimasero amici: Panzarasa si iscrisse a Giurisprudenza, mentre Stasi scelse Economia alla Bocconi di Milano.
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Nel luglio 2007, poche settimane prima del delitto, i due amici fecero un viaggio a Londra per un soggiorno studio, durante il quale furono raggiunti anche da Chiara Poggi. Proprio questo viaggio giustifica, secondo gli avvocati della famiglia Poggi, la necessità di prendere ancora il suo Dna: durante la vacanza Panzarasa utilizzò il computer di Stasi, lo stesso che Chiara utilizzò la sera del delitto, il 12 agosto. Lo scopo è verificare un eventuale passaggio di materiale genetico.
Le gemelle Cappa
Da qui l’elenco delle persone a cui prelevare il Dna si è allungato, fino a includere le gemelle Cappa. Di loro, cugine di Chiara, si è tornati a parlare nei giorni scorsi anche in relazione alla testimonianza di una persona che ha riferito della presunta presenza di Stefania a Tromello la mattina del delitto, nei pressi della casa della nonna e del canale in cui è stata trovata la testa di una mazzetta da muratore e altri arnesi di ferro. Il loro profilo genetico, però, sarà prelevato perché all’epoca frequentavano la casa dei Poggi. E poi ci sono gli amici di Sempio tutti più giovani del gruppo di amici di Stasi e che frequentavano ambienti molti diversi: Mattia Capra e Roberto Freddi, perquisiti nei giorni scorsi, e Alessandro Biasibetti, nel frattempo diventato frate.