Salerano, si sogna la rinascita dell’ex officina Casa Balocchi per la protezione civile e le associazioni
SALERANO CANAVESE. Casa Balocchi è un’ex officina meccanica con annessa abitazione, abbandonata da 25 anni, dopo essere stata danneggiata dall’alluvione nel 2000. Si trova all’inizio della centrale via Roma a Salerano. E non è certo un bel biglietto da visita per il paese, anche se una recinzione garantisce una discreta sicurezza all’area. Il degrado però avanza. Con l’obiettivo di poterla recuperare il sindaco Domenico Mancuso ha chiesto alla Città metropolitana di Torino, che aveva acquistato l’immobile dopo l’alluvione con l’obiettivo di trasformarla in un centro di protezione civile, di averla in comodato d’uso gratuito. «In questo modo avremmo la possibilità di redigere uno studio di fattibilità – argomenta Mancuso – finalizzato al recupero dello stabile per poi ricercare i finanziamenti. L’idea resta di dedicarlo a sede della protezione civile e di altre associazioni che operano nel sociale». Intanto un primo sopralluogo è avvenuto nei giorni scorsi: il vicesindaco di Città metropolitana Jacopo Suppo ha incontrato Mancuso e il vicesindaco Andrea Merlo, nell’ambito dell’iniziativa Comuni in linea, ed esprimendo la disponibilità della Città metropolitana a valutare un’eventuale cessione dell’immobile in comodato d’uso gratuito al Comune di durata almeno ventennale, nella prospettiva di un riutilizzo concordato.
Nella prima metà degli anni 2000 era stata avviata un’ipotesi progettuale che prevedeva la realizzazione di una foresteria che le squadre dei gruppi di protezione civile della zona avrebbero potuto utilizzare in situazioni di emergenza.
L'amministrazione comunale ha chiesto di riprendere il progetto, prevedendo ad esempio la destinazione del piano terreno a magazzino, rimessa e officina per le piccole riparazioni dei mezzi dei volontari della protezione civile, ripensando la destinazione dei piani superiori, sia per le esigenze delle squadre locali di volontari che per altri utilizzi a favore della collettività. Il comodato d’uso potrebbe prevedere la cessione dell’immobile al Comune al termine del periodo fissato, a fronte di un investimento dell’amministrazione locale nella ristrutturazione e manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio. A tal fine il Comune, potendo disporre di un titolo di possesso dell’immobile, potrebbe partecipare a bandi regionali o nazionali per il reperimento di risorse per la ristrutturazione e la collocazione di nuovi servizi per il territorio nella casa Balocchi. Il vicesindaco Suppo ha suggerito agli amministratori comunali la possibilità, una volta definiti gli accordi per la destinazione futura dell’immobile, di richiedere l’intervento progettuale della Direzione azioni integrate con gli enti locali della Città metropolitana, che è gratuitamente a disposizione dei Comuni. Lydia Massia