Ivrea, «Liste di attesa, segnale che il sistema sanitario nazionale sta soffrendo»
IVREA. «Le liste di attesa sono un segnale che il servizio sanitario nazionale sta soffrendo. Si può continuare a discuterne, ma questo è. È il servizio più avanzato socialmente messo in campo in questo Paese. Quanto si spende? 135 miliardi per il pubblico, 180 miliardi per il privato. Questo deve farci ragionare: il servizio sanitario è sottofinanziato e pertanto si fa con quello che si ha». Così Mauro Salizzoni, consigliere regionale Pd, mercoledì sera, all’evento promosso dal circolo eporediese del partito. Un evento che riprende la campagna regionale promossa dal Pd (La Salute non aspetta) e declinato a livello locale con un Dì la tua, una sorta di microfono aperto per ascoltare, con la capogruppo Pd in consiglio regionale Gianna Pentenero, Salizzoni e la consigliera comunale Annalisa Bolzanello, di professione ostetrica.
Salizzoni ricorda, casomai ce ne fosse bisogno, la valenza del servizio sanitario nazionale nato nel 1978: «Tre sono i pilastri imprescindibili: prevenzione, assistenza territoriale e centri di cura avanzati, che sono gli ospedali. Con la sua creazione, il servizio sanitario nazionale ha letteralmente liberato generazioni intere dalla paura di non riuscire a permettersi di pagare le cure in caso di bisogno». Nell’analisi specifica dei vari fronti (sanità territoriale, dotazione tecnologica, personale, emergenza) Salizzoni è intervenuto anche sul piano di edilizia sanitaria che prevede la costruzione di 11 nuovi ospedali in Piemonte e tra questi c’è Ivrea. «Penso che sarà il primo ad essere costruito – ha sottolineato – perché è l’unico con una collocazione certa e con la progettazione che sta andando avanti».
Testimonianze sulle difficoltà di accesso al sistema, considerazioni, riflessioni sulla governance della sanità, sul ruolo dei territori. La sanità pubblica è sotto pressione, e questo è un fatto. Ha provato ad avviare un confronto il circolo eporediese del Pd con un evento che riprende la campagna regionale promossa dal partito (La Salute non aspetta) e declinato a livello locale con un Dì la tua, una sorta di microfono aperto per ascoltare, con la capogruppo Pd in consiglio regionale Gianna Pentenero, il consigliere Mauro Salizzoni e la consigliera comunale Annalisa Bolzanello.
Le storie raccolte sono esempi di varia quotidianità legata alla difficoltà di accedere alle visite specialistiche in tempi accettabili e in strutture non eccessivamente lontane dal ruolo di residenza. La non agevole risposta su questo punto si traduce in rinuncia alle cure. Per le persone anziane o escluse dalla dimestichezza con le procedure digitali, il disagio evidenziato è doppio: in Asl/To4, per accedere agli sportelli, è necessario prenotare e anche se l’indicazione è comunque la presa in carico dell’esigenza dell’utente, ci sono casi dove questo non avviene. Articolato il discorso sui caregiver, i quali non possono non sentirsi abbandonati.
Il segretario del circolo Pd Francesco Giglio spiega come si stia mettendo a punto uno sportello per raccogliere le segnalazioni e aiutare le persone a servirsi del percorso di tutela, una procedura per ottenere visite ed esami in tempi certi anche ricorrendo all’intramoenia o al privato accreditato, senza pagare nulla oltre il ticket previsto. Per la cronaca, è la stessa Asl che deve autorizzare l’eventuale visita, dopo avere esaminato l’istanza dell’utente (con allegati tutti i documenti, compreso il promemoria di prenotazione) e aver effettuato una nuova ricerca di disponibilità attraverso il Cup regionale e controllato l’appropriatezza prescrittiva. E, sempre per la cronaca, nel 2024 in Asl/To4, dove risiedono oltre 500mila persone e sono erogate milioni di prestazioni l’anno, le istanze per il percorso di tutela sono state 362.