Il laboratorio teatrale diventa una commedia tutta da ridere
Andrà in scena sabato sera 10 maggio alle ore 21, al teatro Mastroianni di San Martino Siccomario, lo spettacolo “Rumors”, laboratorio teatrale diretto dal regista Giuseppe Muliere.
Lo spettacolo
Sul palco si esibirà la compagnia In Scena Veritas: la trama racconta che Charlie e Myra celebrano 10 anni di matrimonio e per l'occasione organizzano una festa nella loro bellissima villa di New York, anche se non sono loro i protagonisti di questa divertente commedia, bensì i loro squinternati amici. Un colpo di pistola trasforma la piacevole serata in un inseguirsi ininterrotto di equivoci, tra incidenti, esplosioni vere, botti finti, imitazioni e travestimenti.
Nel tentativo di sfuggire a uno scandalo, e tacitare i “rumors” (pettegolezzi) sempre più insistenti, gli amici di Charlie e Myra rischiano di far precipitare definitivamente la situazione, creando una matassa talmente aggrovigliata che solo l'arguzia dell'agente Welch, aspirante giocatore di baseball, e un inaspettato colpo di scena finale riuscirà a districare. «I primi a mettersi a nudo sono stati gli attori – sottolinea il regista Giuseppe Muliere - Dietro ogni battuta c’è un lavoro di gruppo basato sull’ascolto, sull’improvvisazione, sul coraggio di lasciarsi andare. Nessun filtro, nessuna maschera: solo la voglia di giocare sul serio, con ironia e verità. Il risultato è uno spettacolo vivo e spontaneo».
Gli attori in scena saranno Olimpia Antoninetti (la mangiauomini Cassie), Marco Bianciardi (il rude Lenny), Mauro Cattaneo (il machiavellico Ken), Elisabetta Corona (l'ingenua Chris), Roberta Pace (la caustica Claire), Lino Pizzochero (il candidato al senato pieno di sè Glenn Cooper), Maurizio Quartiroli (l'entusiasta e stravagante Cocco), Iacopo Volpi (l'intransigente poliziotto Welch) ed Emanuele Zamperini (il flemmatico Ernie). Per l’ingresso è prevista un’offerta libera e l'incasso della serata sarà devoluto in beneficenza all'Associazione culturale Gaia, che ha fatto sua una campagna che stigmatizza la violenza verbale, considerata la prima tappa della violenza generale contro le donne.