Parla il suo legale: «Sempio è tranquillo e vuole tornare al lavoro»
GARLASCO. Andrea Sempio è "tranquillo" e sta pensando di "tornare al lavoro". Come fa sapere il suo avvocato Massimo Lovati, lo storico amico del fratello di Chiara Poggi è in attesa degli esami genetici. Un passaggio decisivo nell'inchiesta della Procura di Pavia che, dopo 18 anni, riparte proprio dalla compatibilità tra il Dna del 37enne e quello trovato sulle unghie della vittima.
Dopo essere stato sottoposto coattivamente a un tampone salivare giovedì scorso ed essersi preso alcuni giorni di ferie appena saputo delle indagini a suo carico, Sempio adesso vorrebbe tornare alla quotidianità, riprendendo anche il lavoro nel negozio di telefonia.
Indagato due volte e successivamente archiviato, l'amico di Marco Poggi ha sempre avuto un alibi per la mattina del 13 agosto 2007, quando nella villetta di via Pascoli si è consumato il delitto: lo scontrino di un parcheggio a Vigevano. Dalle 10.18, infatti, Sempio risulta essere stato lontano da Garlasco in quanto, come ha sempre riferito negli interrogatori, era uscito in auto per andare in libreria. Il tagliando della durata di un'ora era stato tirato fuori oltre un anno dopo l'omicidio, quando il 37enne era stato sentito per la seconda volta. A suo dire, era stato trovato dai genitori in macchina e conservato nel caso in cui fosse stato necessario mostrarlo.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15056937]]
Una "condotta" analoga "a quella di altri testi" - tra cui ad esempio la sorella del migliore amico di Stasi, che aveva mostrato un "biglietto ferroviario" del fratello -, come avevano osservato nel 2017 i pm di Pavia Mario Venditti e Giulia Pizzini, smontando uno degli indizi a carico di Sempio.
A fornire elementi sulla localizzazione dell'allora 19enne ci sono poi le celle telefoniche, che lo collocano a Garlasco in due momenti: alle 9.58, quando ha chiamato un amico, e alle 11.10, quando ha ricevuto un messaggio. Il tempo intercorso tra i due agganci alla cella sarebbe compatibile con il viaggio di andata e ritorno da Vigevano, dove aveva detto di aver trovato i negozi chiusi. Un lasso di tempo durante il quale, come osservava il gip Fabio Lambertucci che archiviò la prima indagine su di lui, "non effettuò né ricevette chiamate" e per questo motivo "non risulta aver attivato le celle di Vigevano".
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15056687]]
Nelle indagini condotte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, il Dna di Sempio sarà comparato anche con le altre tracce biologiche sulla scena del delitto. Investigatori e inquirenti sono alla ricerca in questi giorni dei reperti, in gran parte distrutti, che potrebbero essere nuovamente analizzati con le tecniche scientifiche di oggi. Tra quelli smaltiti, anche la tastiera del pc della famiglia Poggi, uno degli elementi chiave nell'inchiesta a carico di Sempio, in quanto una delle ipotesi è sempre stata quella che il Dna dell'uomo potesse essere finito sulle dita della vittima tramite il contatto con la tastiera e il mouse, utilizzati anche da lui quando giocava con Marco.
Una teoria che oggi l'accusa respinge, nella convinzione che tra i due ci sia stato un contatto diretto poco prima della morte di Chiara. Ulteriori consulenze saranno poi disposte sulla nota impronta di scarpe rinvenuta nell'abitazione via Pascoli e sul dispenser di sapone nel bagno, sul quale, oltre a un'impronta digitale di Alberto Stasi, era stata trovata anche una seconda traccia ai tempi illeggibile.
Proseguiranno intanto anche le audizioni dei testimoni, tra cui i genitori di Chiara. Il legale dei Poggi, Gianluigi Tizzoni, formalizzerà nei prossimi giorni la nomina a parte offesa nelle nuove indagini. "Dopo la sentenza passata in giudicato, della vicenda se ne sono occupati una quarantina di magistrati, tutti sostenendo la piena responsabilità di Stasi", condannato nel 2015 in via definitiva a 16 anni di reclusione.