Elisa Claps, 15 anni fa il ritrovamento dei resti a Potenza
Era il 17 marzo 2010 quando nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, nel centro di Potenza, venivano ritrovati i resti di Elisa Claps, la ragazza di 16 anni scomparsa il 12 settembre del 1993 dal capoluogo lucano.
La giovane era uscita di casa la mattina dicendo che avrebbe visto un’amica per andare a messa insieme e che sarebbe tornata per pranzo. Ma così non fu. In realtà nelle ore che precedono la sua scompara Elisa avrebbe incontrato proprio vicino alla chiesa della Santissima Trinità un amico che voleva darle un regalo per aver superato gli esami di riparazione al liceo classico: Danilo Restivo. Un amico più grande di lei, Danilo aveva 21 anni, e che di lei si era invaghito fino a corteggiarla con insistenza. Così d’altronde faceva con tutte le ragazze che gli piacevano, come ricostruiranno poi gli investigatori scoprendo che Restivo portava sempre con sé delle forbici per tagliare di nascosto ciocche di capelli alle ragazze che gli piacevano, che conservava preziosamente legate con nastri in una scatoletta in camera sua. Non solo. Il 21enne faceva telefonate mute alle donne, in cui chi rispondeva al telefono sentiva solo della musica in sottofondo, la colonna sonora di Profondo Rosso o il brano Per Elisa di Beethoven.
Da subito i genitori di Elisa, Antonio e Filomena, e i due fratelli maggiori, Gildo e Luciano, chiesero di verificare la posizione di Restivo, che proprio il giorno della scomparsa della Claps si era recato al pronto soccorso con i vestiti sporchi di sangue e una mano tagliata, dicendo di essersi ferito per una caduta nel cantiere vicino alla chiesa della Santissima Trinità. Restivo inoltre si rese irreperibile per alcuni giorni e quando gli inquirenti lo rintracciarono disse di essere andato a Napoli per un esame universitario e ammise di aver visto Elisa il giorno della sua sparizione ma di sfuggita e che gli avrebbe detto che era preoccupata per un ragazzo che la perseguitava.
Danilo Restivo lascerà poi l’Italia per costruirsi una vita all’estero, sposandosi e vivendo in Inghilterra, dove però nel 2020 verrà arrestato per l’omicidio di Heather Burnett sua vicina di casa a Bournemouth.
Mentre per anni Elisa resta solo una ragazza scomparsa nel nulla, avvolta da un silenzio di tante cose mai dette. A partire proprio dal mistero di quella chiesta in cui le sue ossa saranno trovate nel 2010, da operai intenti a fare dei lavori nel sottotetto. Un ritrovamento che suona subito come una messa in scena per gridare una verità che qualcuno sapeva da tempo e che aveva sempre voluto tacere. Infatti, da quanto denuncia la famiglia Claps, il precedente parroco, Don Mimì, deceduto nel 2008, non aveva mai permesso di perlustrare i locali dell’edificio di culto; mentre sembrerebbe che già alcuni mesi prima di quel 17 marzo 2010 delle donne delle pulizie avrebbero avvertito il viceparroco della presenza di quel corpo e degli oggetti personali di Elisa, ma il religioso avrebbe fatto finta di nulla perchè non era riuscito a conferire con l’arcivescovo a riguardo.
Due mesi dopo il ritrovamento dei resti di Elisa, il 19 maggio 2010, Restivo sarà fermato dalla polizia inglese per l’omicidio della sua vicina della Barnett, trovata morta nel bagno di casa sua nel 2002, con molti elementi in comune al caso di Potenza. Restivo un anno dopo sarà condannato all’ergastolo dal tribunale inglese, in una sentenza passata alla storia perchè il giudice citerà anche la Claps e quanto accaduto a Potenza quel 12 settembre del 1993.
Il processo italiano comincerà nell’autunno del 201, in assenza dell’imputato, che era in carcere in Inghilterra e che si presenterà soltanto nel marzo del 2013 per l’Appello. Restivo sta ora scontando 40 anni per l’omicidio della Barnett e nel 2051, al termine della pena, tornerà in Italia dove è stato condannato a 30 anni per la morte di Elisa Claps.
Lunedì 17 marzo, quindi, alle ore 17 partirà un corteo dal Presidio Legalità fino a “Largo Elisa Claps”, nei pressi della chiesa della Santissima Trinità, e durante la manifestazione verranno letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie e raccontate le storie di coloro che ancora oggi attendono verità e giustizia.
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