Maresciallo in pensione muore a due mesi dall’investimento, il pm ordina l’autopsia
Verranno celebrati mercoledì 6 novembre alle 11 nella Chiesa San Pietro Orseolo, a Carpenedo, i funerali di Rodolfo Rumore: l’87enne mestrino, già maresciallo maggiore dell’Esercito Italiano, morto il 19 ottobre in una stanza del Centro Servizi Contarini di Chirignago-Zelarino, dove era stato trasferito dopo il ricovero d’urgenza presso l’ospedale all’Angelo di Mestre, per le gravissime lesioni riportate dopo essere stato investito la sera del 4 agosto. Non si era mai ripreso del tutto.
Dopo oltre due mesi dal sinistro, il decesso: ad investirlo è stato una donna alla guida di una utilitaria, in via Terraglietto, mentre l’uomo stava attraversando a piedi la strada.
L’automobilista - già indagata per il reato di lesioni stradali - dopo la morte dell’anziano, è stata iscritta nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale. Per proseguire con una citazione a giudizio, si tratta ora di verificare - senza ombra di dubbio - il nesso causale tra l’incidente e la morte, che potrebbe essere sopravvenuta anche per altre cause, data l’avanzata età dell’uomo, che pure era un anziano in salute e alquanto attivo, prima di venire travolto dall’automobile.
Così la Procura della Repubblica di Venezia - in seguito all’esposto presentato dalla figlia della vittima - nei giorni scorsi ha disposto l’autopsia, ovvero quello che in giurispridenza viene chiamato “accertamento tecnico irripetibile”, dando incarico alla medico legale Cristina Mazzarolo di accertare la causa del decesso e in particolare - appunto - se risulti riconducibile al drammatico sinistro stradale. L’indagata, difesa dall’avvocato Matteo Antonicchio, si è riservata di nominare un proprio consulente tecnico di parte.
I familiari della vittima - assistiti dall’avvocato Giorgio Caldera - hanno invece designato quale consulente tecnico di parte il medico legale Massimiliano Delantone, che ha assistito all’autopsia.
Il consulente del pubblico ministero avrà tempo sino a fine gennaio per depositare i risultati dell’esame autoptico, con le sue conclusioni in merito al legame o meno tra la morte e l’investimento, grave, di mesi prima. In ogni caso, conclusa l’autopsia, la Procura ha riconsegnato le spoglie dell’uomo alla famiglia, per l’ultimo commiato.