Parella, il castello va all’asta per la quinta volta
PARELLA
La fiaba senza lieto fine del castello di Parella è all’asta per la quinta volta. Per diventare proprietari del maniero, che era stato trasformato in un hotel di charme con agriparco dall’ex società Manital, poi travolta da un crack finanziario, ora bastano 6,2 milioni di euro.
La prima asta autorizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, partiva da una richiesta di 12 milioni di euro. Nello stesso bando è possibile acquisire anche il ramo di azienda Vistaterra Srl (ovvero le licenze per attività alberghiera e di ristorazione) per 53 mila euro, terreni agricoli di proprietà della Vivai Canavesani Srl per 55 mila euro e il vicino biolago per 414 mila euro. Un notevole ribasso rispetto alla quarta asta del novembre scorso.
Le pagine della fiaba raccontano dell’acquisto del castello, avvenuto nel 2011, da parte della società Manital che aveva poi creato la start-up Vistaterra, avviato il restauro con un investimento di 36 milioni di euro per farne un hotel di charme e un agri parco con vigneto di Erbaluce e bio lago.
Le stelle hanno brillato per alcuni anni, dopo l’inaugurazione nel 2017, tra eventi importanti, cene di gala e visite guidate, fino al 14 gennaio del 2021, quanto il Tribunale di Torino aveva dichiarato lo stato di insolvenza della società Vistaterra.
Intanto il sindaco di Parella Roberto Balma non nasconde la preoccupazione per i protrarsi dei tempi. «Il castello e l’agriparco sono chiusi ed il degrado avanza spiega l’amministratore comunale - Non viene tagliata l’erba nemmeno davanti l’ingresso. Così, quando riesco ci vado io, a mie spese. I curatori hanno provveduto solo alla messa in sicurezza del bio lago che è stato svuotato e recintato per evitare che qualcuno ci finisse dentro, mentre cartelli segnalano i divieti di accesso».
«La situazione è in mano a tre curatori fallimentari di Roma, con cui siamo in contatto, ma che, almeno per ora non riescono a garantire un’apertura - aggiunge il sindaco Balma -. Come amministrazione non abbiamo le forze economiche per ricercare una soluzione e ci tocca stare alla finestra a guardare il degrado che avanza tra macchinari inutilizzati, il vigneto ed il vivaio che sono già ricoperti da rovi».
L’obiettivo di Graziano Cimadom, ex patron di Manital e fondatore di Vistaterra, era di attrarre in Canavese, grazie al progetto del castello 600 mila visitatori all’anno, che avrebbero dovuto generare, a pieno regime, un fatturato di 17 milioni di euro ed un centinaio di nuovi posti di lavoro. Lydia Massia