Armato di siringa tenta la rapina da Loacker a Trieste, il titolare: “Così l’ho messo in fuga”
TRIESTE Prima un veloce giro come sopralluogo, fingendosi un normale cliente intenzionato ad acquistare una confezione di cioccolatini. Poi è uscito in strada per guardarsi un po’ attorno. Quindi è rientrato di nuovo, ma stavolta alzandosi la sciarpa fin sopra al naso e avvicinandosi minaccioso alla cassa, armato di siringa. «Dammi i soldi», ha urlato il malvivente al titolare.
Tentata rapina nel negozio “Loacker” di via Roma, all’altezza dell’incrocio con via Valdirivo. L’episodio si è verificato mercoledì attorno alle tre e mezza, qualche minuto dopo l’apertura pomeridiana.
La reazione del titolare
Il gestore, Michele Riso, è riuscito a mettere in fuga il criminale: «Quando l’ho visto venirmi contro – racconta – sono riuscito a indietreggiare di qualche passo, in modo che lui non potesse colpirmi. E ho provato a dargli un calcio. Lui è fuggito, scappando verso via Milano».
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Ha avuto un certo coraggio, il signor Riso. «Ero consapevole del rischio, ma dentro di me è scattato qualcosa». L’esercente ha pure tentato di inseguire il rapinatore, che però è sgattaiolato rapidamente tra i passanti e le auto dileguandosi e riuscendo a far perdere le proprie tracce. La gente fuori ha assistito alla scena.
Riso è atteso dai Carabinieri per sporgere denuncia. «Sì – conferma – la farò assolutamente».
L’identikit
Il titolare del negozio di via Roma riuscirà anche a fornire una sorta di identikit di quell’uomo. «Direi sui trentanni, probabilmente di origine straniera considerando il colore della pelle un po’ scura. Forse uno straniero di seconda generazione, chissà, visto che si esprimeva bene in italiano. Era di corporatura media – spiega – e atletico visto come correva. Ed era vestito abbastanza bene, curato».
La ricostruzione
Riso ricorda dettagliatamente cosa è successo. «Quell’uomo è entrato in negozio chiedendo dei cioccolatini. Quindi ha ringraziato ed è uscito. Si è fermato fuori a guardarsi attorno, in via Valdirivo, per un paio di minuti. Io lo vedevo dalla vetrina. Subito dopo è rientrato di corsa mettendosi la sciarpa al volto, per nascondersi. Impugnava una siringa, tenendola prima in alto e poi puntandola contro di me. Io in quel momento ero dietro al bancone vicino alla cassa. Ho fatto un passo indietro – prosegue il signor Riso – in modo che non riuscisse a farmi del male. A quel punto ha preteso che gli aprissi la cassa... ma io gli ho risposto che piuttosto gli avrei aperto la testa. Lui si è messo a battere sulla cassa, quindi mi sono spostato per dargli un calcio e farlo andare via. Lui ha provato a colpirmi con la siringa, dopodiché è scappato fuori. Non si aspettava la mia reazione».
È la prima volta che Riso si trova in una situazione del genere. «La mia paura – osserva – era che al posto mio, in quel momento, ci potesse essere mia figlia che ha appena partorito».
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