Ufficio passaporti anche al policlinico: il progetto si fa
PAVIA. Lo sportello passaporti al San Matteo aprirà, anche se sui tempi e sulla gestione ci sono ancora parecchie incognite. Intanto una postazione front office è apparsa, nel giro di pochi giorni, nel corridoio vicino al parcheggio delle ambulanze e al pronto soccorso, proprio di fianco ai locali che ospitano il posto di polizia.
Dall’ospedale si limitano a dire che «i lavori devono ancora essere ultimati», mentre la questura precisa che «si tratta di un adeguamento dei locali del posto di polizia». Per l’apertura dello sportello, che impiegherebbe due agenti (in questura ci sono cinque uomini per questo servizio), ci sarebbe in realtà già una data, il 12 aprile.
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Del progetto di un ufficio passaporti in ospedale si parla già da settembre dello scorso anno, quando il questore Alessio Cesareo comunicò l’intenzione alle organizzazioni sindacali di aprire al San Matteo uno sportello «per acquisire le domande relative al rilascio dei passaporti e di altri titoli per l’espatrio», con la finalità «di andare incontro, non solo per i casi di urgenza, alle esigenze delle persone degenti e dei loro familiari nonché a tutto il personale sanitario che opera all’interno del policlinico».
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I tempi di attesa
Il progetto di uno sportello al San Matteo si intreccia con il tema dei tempi lunghi per ottenere il documento. Dai sei mesi dello scorso anno si è passati agli attuali quattro con il rinforzo di personale negli uffici della questura di Pavia e dei commissariati di Voghera e Vigevano.
A oggi il primo appuntamento per la consegna dei documenti e per le impronte, attraverso il portale messo a disposizione del Ministero, è a luglio (qualche utente riesce a trovare posti liberi collegandosi di notte).
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Pavia però ormai non è più un caso isolato: i tempi di attesa lunghi riguardano altre province in tutta Italia, come ha ammesso lo stesso ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Tempi che rischiano di allungarsi ancora in primavera, quando è atteso il boom delle richieste anche per i viaggi legati al turismo.
L’allarme dei sindacati
«Il progetto di uno sportello passaporti al San Matteo ci vede fortemente contrari – dichiara Francesco Proietti, segretario provinciale del sindacato di polizia Sap –. Un ufficio di quel genere creerà inevitabilmente caos: il pronto soccorso ha ogni giorno centinaia di accessi. A chi sarà destinato il servizio? Se ci saranno categorie che potranno accedere in via esclusiva, come il personale del San Matteo e i degenti, chi controllerà? Il posto di polizia va di sicuro potenziato, come anche ribadito dal ministero dell’Interno Piantedosi, ma per ragioni di sicurezza, non certo per rilasciare i passaporti. Come sindacato affronteremo il tema nell’incontro con il prefetto previsto per la fine del mese». —