«Abusata», ma non era vero: padre assolto dopo 7 anni
PAVIA. La sua denuncia aveva portato all’arresto del padre per violenza sessuale, ma al processo la ragazza ha ritrattato: «Volevo solo essere libera di vivere la storia con il mio ragazzo senza limitazioni, non pensavo che la mia denuncia avrebbe avuto queste conseguenze. Mi sono inventata tutto». I giudici le hanno creduto e dopo sette anni di accuse e processi hanno assolto il genitore, un 48enne di origini romene che abita in un quartiere popolare di Pavia, «perché il fatto non sussiste».
Non aveva invece creduto alla testimonianza della ragazza il pubblico ministero, che aveva chiesto 8 anni di carcere per violenza sessuale e maltrattamenti. Per la procura la giovane sarebbe stata costretta dal padre a ritrattare. Ma il collegio dei giudici, presieduto da Elena Stoppini, ha preso un’altra decisione, che sarà motivata nel giro di 90 giorni.
la figlia e la moglie
«Il verdetto conferma la nostra tesi, dall’avvio dell’indagine il mio assistito ha sempre negato le accuse», dichiara l’avvocato Fabrizio Aronica. L’uomo doveva rispondere di violenza sessuale verso la figlia e anche di maltrattamenti nei confronti della moglie.
Anche per questa contestazione è stato assolto. «La figlia è contenta della sentenza perché questa situazione le pesava, e così sua madre – dichiara l’avvocato Leonardo Guaiana, che ha rappresentato nel processo le parti offese –. Non ci siamo costituiti parte civile proprio tenuto conto di quanto emerso dal processo. Già dopo la denuncia e l’arresto del padre, la ragazza, che era andata via di casa per raggiungere il suo fidanzato e un’amica, era tornata in famiglia».
la denuncia e l’arresto
Le accuse al centro del processo erano state formulate a partire dalla denuncia della ragazza, nel 2017. Secondo la procura l’uomo aveva messo in atto una serie di vessazioni per costringere la figlia a comportarsi e vestire in un certo modo, con gonne lunghe, e a non truccarsi né frequentare amici o amiche italiane.
Ma, sempre secondo la procura, c’erano stati anche maltrattamenti fisici: la ragazza aveva raccontato di essere stata più volte picchiata, con una cintura di pelle e anche con il cavo di un computer.
Una situazione che l’aveva spinta, a un certo punto, a scappare di casa, nel 2018. Nel racconto agli investigatori, però, la ragazza aveva parlato anche di abusi sessuali e questo aveva fatto scattare l’arresto.
«Non ho fatto niente»
L’uomo da subito si è proclamato innocente, negando di avere mai maltratto la figlia o di avere abusato di lei e spiegando al contrario di avere solo cercato di proteggerla e di averla pressata perché tornasse a casa dopo essersene allontanata. Una versione ribadita nel processo dalla stessa ragazza, durante la sua testimonianza: «Mi sono inventata tutto, volevo solo essere più libera e andare via con il mio ragazzo. Quando papà è stato arrestato ho capito di averla fatta grossa».
I giudici hanno preso la loro decisione a partire da questa testimonianza ma anche da altre testimonianze e da alcune intercettazioni telefoniche e messaggi tra padre e figlia, dove lui le chiedeva di tornare a casa e di rendersi conto di «quello che aveva combinato».
Messaggi che sono stati interpretati come genuini e indicativi dell’innocenza dell’imputato. A questo punto la difesa potrebbe chiedere il ristoro per ingiusta detenzione.