Ex lago Paiolo a Mantova: mozione per l’esproprio e il Parco scagiona i pozzi di Aqa
Da una parte i due consiglieri comunali Andrea Cantarelli (Sinistra italiana) e Gloria Costani (Salute, ambiente, futuro) che chiedono in una mozione tanto l’esproprio dell’area in quanto «zona di interesse pubblico» quanto di appurare se gli scavi di Aqa (gruppo Tea) per i nuovi pozzi abbiano «effettivamente arrecato un danno ambientale» come sostenuto dalla Società Herpetologica. Dall’altra la relazione fatta dal Parco del Mincio dopo il sopralluogo ai lavori di Aqa, presentata alla commissione ambiente del Comune: attesta che gli scavi alla ricerca di nuove falde non hanno provocato danni, hanno rispettato le prescrizioni e l’autorizzazione della Regione e che già la valutazione di impatto ambientale escludeva pericoli per l’habitat.
La battaglia per evitare le ruspe nell’area ex lago Paiolo, già oggetto di una mozione scritta dalla Rete ambientalista, tiene banco in via Roma e si appresta ad approdare in consiglio comunale insieme alla richiesta di chiarimenti sui lavori della società del gruppo Tea per i quali è in corso, come da prescrizioni, il primo monitoraggio di cui saranno condivisi gli esiti in commissione Ambiente.
La mozione Cantarelli-Costani
Quattro le richieste di Cantarelli e Costani al sindaco. La prima: approfondire la possibilità di un esproprio dell’area ex lago Paiolo «reputandola di interesse pubblico viste le alte qualità ambientali/naturalistiche e l’effettiva tutela delle specie protette, valutando il reale valore del terreno». La seconda: «Stabilire come rivedere la valutazione di impatto ambientale (la precedente è scaduta nel 2014) nel caso di un progetto di costruzioni in una zona fragile e vulnerabile». La terza: accertare se le operazioni per lo scavo dei nuovi pozzi abbiano effettivamente arrecato un danno ambientale. L’ultima: se si arrivasse al riconoscimento della riserva naturale, coinvolgere le società scientifiche e universitarie che avevano sostenuto il progetto.
Il Parco scagiona i pozzi Aqa
Intanto è approdata in commissione ambiente la vicenda dei lavori Aqa per la ricerca di nuove falde nell’area dopo che la Societas Herpetologica italiana ha chiesto al Comune di rilevare eventuali danni alle specie animali. Presente l’assessore all’ambiente Andrea Murari, Parco del Mincio e Aqa hanno presentato le loro relazioni che rispondono anche alla terza richiesta della mozione Cantarelli-Costani. Il personale del Parco il 1° marzo ha svolto un sopralluogo con Mantova Ambiente e Aqa da cui è emerso che: «Le fasce boscate individuate nel piano di indirizzo forestale del Parco non sono state interessate dai lavori come da prescrizioni di Regione Lombardia, tutti gli interventi di taglio e pulizia della vegetazione arboreo/arbustiva ed erbacea, necessari per liberare le aree su cui avviare le opere, sono stati eseguiti nel rispetto delle prescrizioni, ovvero nel periodo invernale per ridurre al minimo il disturbo arrecato alla fauna». Il Parco ha inoltre comunicato che ha preso avvio il monitoraggio mensile «per evidenziare l’eventuale presenza delle specie faunistiche protette, così da modulare le opere in corso». Aqa dal canto suo tanto in una lettera a Shi, enti competenti e Gruppo naturalistico mantovano, quanto nella relazione presentata su richiesta dall’assessorato all’ambiente, ha ripercorso tutti gli step dell’intervento per dimostrare che le prescrizioni impartite dal Parco sono state recepite nel provvedimento autorizzatorio unico regionale e che sono «ad oggi il vincolo che Aqa garantisce e rispetta per la realizzazione delle opere senza che alcuna anomalia sia emersa in sede di svolgimento delle attività».
Al termine l’assessore Murari ha chiesto di informare Regione Lombardia degli esiti della commissione e si è impegnato ad aggiornare i componenti sul monitoraggio.