Senza pioggia l’acqua non basterà per tutti: le strategie di distribuzione dei consorzi
GARLASCO. Gli invasi alpini sarebbero pronti solo fra diversi anni: per combattere la siccità di questi mesi servono misure più immediate, come quelle progettate dal consorzio irriguo Est Sesia. È grande l’attesa per i provvedimenti per combattere la prevedibile carenza d’acqua delle prossime settimane nelle risaie di Lomellina e Pavese. Ieri pomeriggio l’argomento è stato affrontato nel convegno “L'innovazione in agricoltura in un mondo che cambia” promosso da Confagricoltura alle Rotonde di Garlasco. Per l’Est Sesia, che gestisce la rete irrigua in Lomellina e nel Novarese, ha parlato il consigliere Francesco Bergamasco, agricoltore di Olevano.
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«A breve – ha detto – il consiglio e poi l’assemblea consortile approveranno due regolamenti, con lo scopo ultimo di ripartire equamente la poca risorsa disponibile: il primo prevede la possibilità di turnare l’erogazione di acqua nelle risaie, oltre alla suddivisione del nostro comprensorio in otto comparti. Il secondo disciplina la vigilanza contro le “turbine selvagge” e i furti d’acqua. Dobbiamo intervenire in questo modo di fronte a una situazione allarmante, aggravata da normative ormai sorpassate: si pensi che il Po all’imbocco del canale Cavour a Chivasso deve lasciare una trentina di metri cubi al secondo per il deflusso minimo vitale. In questo modo non si tutela l’agricoltura». L’obiettivo è evitare che le risaie finiscano bruciate come l’anno scorso: 23mila gli ettari andati perduti fra Lomellina, Pavese, Lodigiano e Milanese. Lo scarso afflusso di acqua dai ghiacciai è stato illustrato da Pierluigi Castiglioni, presidente del Consorzio del Ticino (ente regolatore del lago Maggiore) e consigliere del consorzio Est Ticino Villoresi. «Dai nevai – ha spiegato ieri a Garlasco – arriva solamente il 32% dell’acqua rispetto alle medie stagionali degli anni scorsi. Al momento, il livello del lago è pari a 32 centimetri, mentre a dicembre era addirittura a meno 26: si dovranno gestire, in questa difficile situazione, il deflusso minimo vitale e la quota di riparto da destinare ai gestori idroelettrici». Per il momento, Est Ticino Villoresi sta approntando le soluzioni operative per tamponare la situazione. «Abbiamo raccolto diversi dati e istituito una commissione di cui fanno parte anche gli agricoltori – ha concluso ieri Castiglioni – Ne discuteremo in modo formale venerdì (domani per chi legge, ndr): da segnalare, poi, che il 1° aprile sarà attivata una app in modo da comunicare in tempo reale ai nostri associati i dati consortili relativi alle portate dell’acqua». Gladys Lucchelli, direttore di Anbi Lombardia, ha parlato della necessità della condivisione. «Dobbiamo fare tesoro – ha detto ieri – di quanto è successo l’anno scorso, considerato il fatto che al momento abbiamo il 60% in meno dell’acqua disponibile per le campagne rispetto alla media. Il piano Invasi non è percorribile perché servirebbe troppo tempo per renderlo operativo e, di conseguenza, si dovrebbe pensare a introdurre subito le deroghe al deflusso minimo». Molto positivi i bandi a favore della sommersione delle risaie previsti nel nuovo Piano di sviluppo rurale della Regione Lombardia. «Servono per mantenere il nostro ecosistema in periodi così drammatici», ha riassunto Lucchelli. Nella prima parte, dopo i saluti di Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia, avevano parlato Vittoria Francesca Brambilla per l’Università degli studi di Milano e Roberto Defez per il Cnr Napoli, Marco Grasso per l’Università di Milano Bicocca e Davide Calonico per l’Istituto nazionale di ricerca meteorologica di Torino. Nei vari interventi è stato affrontato il tema dell’innovazione. L’Unione Europea intende raggiungere entro il 2050 la neutralità climatica, cioè zero emissioni nette di gas a effetto serra: si tratta di un obiettivo ambizioso che richiede interventi significativi, riconducibili a un piano d’azione che interessa in primis l’agricoltura. Umberto De Agostino