I lavori per il cimitero ebraico a Mantova hub pronti a ripartire dopo più di 2 anni
Il progetto di variante per adeguare Mantova hub ai precetti religiosi ebraici e salvaguardare, così, l’antico cimitero, è pronto. Prima, però, di approvarlo in giunta l’amministrazione aspetta l’esito della verifica a cui è stato sottoposto. Nulla di strano. Si fa sempre così. E così ha fatto il Comune di recente quando ha affidato l’incarico alla stessa società che aveva validato il progetto generale di Mantova hub.
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Nella determina dirigenziale è scritto chiaramente che ormai il più è fatto e che ha già preso forma il progetto della variante che consentirà al Comune di spendere i 6 milioni e mezzo di euro ricevuti dal governo per salvaguardare l’area di sepoltura nella zona di San Nicolò, proprio dove ci sono i cinque capannoni da recuperare, come concordato con l’Unione delle comunità ebraiche italiane e con l’assemblea rabbinica italiana che raggruppa gli ebrei ultra ortodossi. Le linee guida che il Comune aveva dato ai progettisti per redigere la variante sono note: si dovranno alzare i pavimenti dei capannoni, non si dovrà intaccare il terreno dove una volta c’erano le tombe e dovranno essere costruite delle passerelle all’esterno per evitare che venga calpestato il suolo sacro.
Ancora, però, non è possibile sapere come i tecnici avranno tradotto sulla carta queste indicazioni. Manca poco, però, per svelare ogni dettaglio. Almeno così dice l’assessore all’urbanistica Andrea Murari, in attesa come tutti che la società incaricata termini la verifica degli elaborati: «Ritengo che a metà del mese prossimo il progetto possa arrivare in giunta per la sua approvazione» dice l’amministratore. Una volta dato l’ok alla variante potranno riprendere i lavori in San Nicolò, fermi ormai da più di due anni proprio per risolvere il contenzioso che si era aperto sull’antico cimitero ebraico tra il Comune e i rabbini.
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A quel punto, potrà partire la ristrutturazione dei cinque capannoni secondo la redistribuzione delle funzioni fatta dalla giunta lo scorso aprile, dopo che l’Aspef aveva rinunciato a realizzare la propria comunità per disabili: mercato al coperto (capannone 1, il primo che dà su vicolo Maestro, a cui seguono gli altri quattro allineati fronte lago), eco-ostello (capannoni 2 e 3), servizi, bar, ristorante nell’ex casa del custode; alloggi protetti (capannoni 4 e 5); casa della memoria (ex polveriera). Il centro di ricerca ambientale andrà nell’edificio scolastico di piazza Polveriera mentre l’ hub lavoro nell’immobile da ristrutturare attiguo alla nuova scuola nell’ex Ceramica, assieme allo studentato universitario (se verrà finanziato dal Pnrr). Intanto, il Comune ha incaricato un laboratorio specializzato per verificare la presenza del gas Radon nell’ex Polveriera, come disposto da Ats.