Palazzo Donà a Venezia, ecco l’hotel di Mr Kwong con suite di lusso e area benessere
Sarà un cinque stelle lusso, avrà 27 camere, un cuoco stellato come Alessandro Breda per le colazioni gourmet, un bar, un ristorante e una zona wellness su prenotazione riservata ai clienti.
Dopo quasi cinque anni di attesa e ritardi nella conclusione dei lavori, tutto pronto per l’apertura ufficiale del nuovo hotel in campo Santa Maria Formosa all’interno dello storico palazzo Donà.
L’albergo prenderà il nome di Palazzo Maria Formosa, in questi giorni una manciata di camere è già funzionante per gli ultimi test e l’inaugurazione ufficiale è in programma per venerdì prossimo. A gestire l’hotel, ricavato all’interno di uno storico palazzo del ’400, sarà la famiglia Calzavara di Jesolo, già arrivata alla seconda generazione di albergatori e con oltre 160 dipendenti all’attivo.
A Jesolo i Calzavara ad oggi possiedono già tre alberghi e due residence di proprietà, più un altro hotel in gestione. Quello di palazzo Donà è il primo in laguna. «Il nostro sogno era quello di venire a Venezia», spiega Marco Calzavara, «negli anni scorsi si è affacciata questa possibilità e nonostante tutti gli ostacoli e i ritardi, abbiamo deciso di buttarci in quest’avventura e non vediamo l’ora di iniziare».
Totalmente vincolato dalla Sovrintendenza vista la sua storicità, il palazzo quattrocentesco è stato completamente restaurato e abbellito con elementi di arredo moderni e di design. Circa una cinquantina gli ospiti che, a regime, potranno dormire all’interno della struttura una volta in funzione.
Se la gestione ricadrà nelle mani della famiglia Calzavara, che ha preso la struttura in locazione, l’acquisto di Palazzo Donà in campo Santa Maria Formosa nel 2017 è stato il primo investimento “veneziano” dell’imprenditore di Singapore Ching Chiat Kwong, con la sua società Grandeur Oxley srl, la stessa che ha acquisito anche Palazzo Poerio Papadopoli e che in passato si era interessata all’operazione immobiliare sui Pili, poi sfumata.
Il Palazzo era la sede dei servizi sociali della Municipalità di Venezia e vi lavoravano 17 operatori dei servizi sociali e 12 del servizio immigrazione. Il Comune aveva ceduto Palazzo Donà all’Ive, l’Immobiliare veneziana, controllata dalla stessa amministrazione, per 4 milioni, dando poi a sua volta alla società la possibilità di cedere il palazzo di Campo Santa Maria Formosa a un nuovo offerente privato, rientrando così della spesa.
Dopo la vendita, il palazzo aveva ottenuto il cambio di destinazione d’uso. Nel maggio scorso il Comune - non senza proteste dell’opposizione - aveva dato il via libera a un pacchetto di tredici domande di deroga allo stop di nuovi hotel concedendo così la possibilità di realizzare 34 nuove camere in città. Tra queste, era arrivato il sì alla richiesta della società facente capo al magnate di Singapore per ampliare la struttura in campo Santa Maria Formosa. Nel caso specifico, si trattava di un cambio d’uso da residenziale a ricettivo di un’abitazione al primo piano.