Elezioni a Padova. Lega spaccata, espulsioni e niente congresso
PADOVA. «L’espulsione non è una scelta di carattere personale né discrezionale: è disciplina di partito. In Lega esiste da vent’anni ed è sempre stata adottata. L’abbiamo ribadita all’unanimità anche all’ultimo direttivo regionale». Non si tratta di fare la faccia dura né di tentare o meno mediazioni: Alberto Stefani, da commissario regionale del partito di Matteo Salvini, regolamento alla mano, ha avviato la procedura di espulsione per il sindaco di Noventa Marcello Bano. L’accusa? «Chi esce sui media contro il proprio partito, lo fa per fare del male alla Lega. Perché non alzare il telefono invece che fare dichiarazioni?».
Non crede sia un provvedimento troppo drastico che potrebbe avere l’effetto di inasprire gli animi?
«Queste cose in Lega sono state sempre sanzionate pesantemente, lo saranno anche questa volta. Lo dobbiamo alla stragrande maggioranza “silenziosa” dei militanti, persone perbene, che amano il loro movimento, che lavorano sempre al fianco delle segreterie di sezioni, provinciali e regionale».
Non c’è il rischio di apparire un partito magari dalla disciplina ferrea ma poco incline al confronto?
«Questo è un partito che ha bisogno di guardare avanti e che è cresciuto nell’anno appena passato con l’ingresdi 400 nuovi giovani veneti. I soliti “no-pax” che fanno polemica, per ritagliarsi un ruolo, si escludono da soli».
La critica di Bano e degli altri sindaci era però quella di aver perso il contatto con i territori. Lei come risponde?
«La Lega continua a essere il partito di riferimento dei territori. Tanto che negli ultimi dieci mesi sono entrati 20 nuovi sindaci e 50 amministratori. Persone che hanno scelto la Lega come contenitore naturale del buon governo. Un partito ben strutturato sul territorio e tra i più attivi dal punto di vista del tesseramento e dell’attività politica. Questo lo dicono i dati, non lo dico io».
La richiesta è anche quello di poter celebrare i congressi che sono il naturale luogo di confronto di un partito. I contestatori dicono: come si fa a dibattere se non c’è il luogo adatto?
«I congressi non si sono potuti celebrare per via del Covid. Infatti nessun altro partito in Italia ha portato celebrarli lo scorso anno, per legge. Non appena si è aperta la finestra per l’allentamento delle misure sanitarie lo scorso anno siamo stati la Regione che ha fatto più congressi in Italia in termini assoluti. Faremo lo stesso quando si potrà. Anche in questo caso la considero un accusa strumentale».
Perché?
«Perché ci sono migliaia di militanti che lavorano in maniera silenziosa, raccolgono firme, fanno tessere, lavorano a stretto contatto con le segreterie di sezione: sono stufi di polemiche inutili e sanno benissimo quanto il correntismo possa fare male al nostro movimento».
Come risponde alla contestazione di aver indicato un candidato sindaco a Padova – Francesco Peghin – calato dall’alto?
«Padova è una grande città e la candidatura è stata ovviamente condivisa dai segretari nazionali del centrodestra Salvini, Meloni, Berlusconi e Brugnaro. Ma questo non vuol dire che non sia una candidatura nata nel territorio. Tanto più che quello di Peghin è un nome di altissimo profilo. Lo dimostra la sua storia, il suo essere campione nello sport, nell’impresa, nell’associazionismo. Parliamo di un presidente di Confindustria, di un presidente del Musme, della Fondazione Nordest, del parco Galileo, di Assindustria Sport. Il patròn di “Run for Children” per la Città della Speranza e di tantissimi eventi padovani. Un uomo che ama la sua città».
Si dice anche: “era meglio un candidato politico”.
«Forse il problema è che non ha la tessera della Lega? Io credo che nelle grandi città conti la persona. Non per forza una tessera».
La Lega rischia di pagare questa scelta in termini elettorali?
«Macché. Proprio in questi giorni sto incontrando tanti giovani e professionisti che vogliono candidarsi a Padova con la Lega: ci saranno anche delle new entry che rafforzeranno la lista. Concentreremo le forze per diventare il primo partito della città». claudio malfitano