Belluno, la pizzeria F40 chiude dopo 30 anni di attività
BELLUNO. L’ultima pizza di compleanno. Trent’anni, non uno di più. La pizzeria F40 potrebbe chiudere già in primavera, al massimo l’addio sarà entro l’anno. Sta per spegnere il forno a legna e abbassare la saracinesca un pezzo di storia di piazza dei Martiri. Il primo aprile ci sarà la festa finale e attenzione che non è un pesce. Non c’è niente da scherzare. Giannino e Nives Mazzucco sono stanchi: non salutano perché manca lavoro, ma perché ce n’è anche troppo e non ce la fanno più malgrado l’aiuto di qualche giovane di buona volontà.
L’ex Bunker - perché così si chiamava una volta il locale per il suo piano interrato - sta tenendo compagnia da tre decenni e a una clientela che va dall’appassionato di tramezzini al cultore del bianchetto o del rosso. Anagraficamente dall’adolescente con pochi soldi in tasca all’anziano alla ricerca dell’ombretta di vino. Fino a tardi, fino a quando gli altri locali cominciano a dormire e il Campedel si spopola del tutto: «È vero che lasciamo», ammette Nives Mazzucco, «la pensione è ancora lontana per entrambi, ma non ce la facciamo più a sopportare turni da dodici ore o anche di più, perché questi sono i nostri ritmi. E allora cederemo l’attività, una volta festeggiato il trentesimo anno di attività. Non so ancora cosa faremo per l’occasione, ma sarà senza dubbio l’ultima festa».
La posizione è molto favorevole e non dovrebbe essere impossibile trovare qualcuno disposto a subentrare. Da valutare il prezzo dell’affitto. Non c’è altra strada, dal momento che gli eredi non intendono subentrare: «Non ci sono ancora vere trattative in corso, ma crediamo che la pizzeria o qualsiasi alta cosa possa proseguire con un altro titolare. Avevano valutato una soluzione interna, ma non c’è questa possibilità e allora dobbiamo per forza cedere. Speriamo tanto di trovare qualcuno che sia animato da buone intenzioni».
E i due Mazzucco cosa faranno nei prossimi anni? «Un altro mestiere. Non siamo più giovanissimi, tuttavia rimaniamo convinti del fatto di poterci ricollocare, come peraltro era successo in passato a una nostra storia storica cameriera. Qualcosa troveremo di sicuro, nel frattempo abbiamo davanti ancora qualche mese, da vivere come al solito con il massimo impegno, al servizio dei nostri clienti».
L’F40 ha fatto dell’asporto, nel corso del lockdown per il Covid-19, ma la chiusura al pubblico del locale può aver influito sulla scelta di abbandonare: «Penso proprio di sì, ma non è questo l’unico motivo», conclude Nives Mazzucco, «come anticipavo, non ce la facciamo più ad andare avanti con questi ritmi di lavoro».