Fincantieri realizza asili nido per supportare la genitorialità: il primo sarà a Trieste e si chiamerà Fincantesimo
MONFALCONE. Se è vero che per capire a che punto stanno le pari opportunità bisogna contare quanti asili nido si stagliano su un territorio allora è una buona notizia, per Trieste e Monfalcone, quella paracadutata ieri da Roma: Fincantieri realizzerà due nuove strutture dedicate alla primissima infanzia. La responsabilità sociale d’impresa si coniuga dunque ai temi della conciliazione e dell’occupazione femminile.
Il primo nido aziendale a sorgere, nei prossimi mesi, sarà quello giuliano, all’interno del palazzo Marineria. Si chiamerà “Fincantesimo”. Poi toccherà a Monfalcone, nell’imponente edificio relativamente fresco di ristrutturazione dell’ex albergo operai, con avvio dei lavori tra fine anno e inizio 2023: un cerchio che si chiude, visto che da lì i Cosulich partirono nella creazione del villaggio di Panzano. Due asili a conduzione privata, sponsorizzati per ampia parte dal gruppo navalmeccanico. Alla gestione, in termini di costi dei servizi, ci penserà infatti l’azienda, in risposta a un’esigenza dei dipendenti emersa in un sondaggio interno lo scorso anno, fatta salva una retta mensile calibrata (e diversificata) su base reddituale, cioè su fascia Isee, che verrà sostenuta dai genitori dei bambini accolti nelle strutture.
Per le famiglie che dovessero restare escluse dalla graduatoria di ammissione, invece, Fincantieri valuterà «sostegni alternativi». Mentre, in caso di domande inferiori alle disponibilità, gli asili nido verranno aperti alle comunità locali, comprendendo anche i figli dei dipendenti delle ditte dell’indotto. Una possibilità che tuttavia, dati i numeri di maestranze e impiegati, potrebbe non concretizzarsi se l’adesione alla proposta educativa sarà massiccia.
L’accordo per la realizzazione degli asili nido aziendali a supporto della genitorialità, siglato ieri 17 gennaio a Roma, non riguarda solo Trieste e Monfalcone, ma anche gli altri territori che a livello nazionale ospitano sedi Fincantieri. L’intesa è stata firmata alla presenza della ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti, dell’ad del gruppo industriale Giuseppe Bono, dei segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Roberto Benaglia, Francesca Re David e Rocco Palombella.
«Un segno forte di quel cambio di passo che il Paese ha deciso di intraprendere investendo nelle famiglie, nella genitorialità e nel lavoro delle donne – ha commentato la ministra –: un accordo strategico e di prospettiva che punta sulla costruzione di asili nido aziendali, sulla compartecipazione ai servizi educativi e sul monitoraggio degli obiettivi per garantirne il raggiungimento». E una scelta che va esattamente nella «direzione tracciata dal governo con l’investimento nel Pnrr di 4,6 miliardi di euro in asili e scuole per l’infanzia, con l’introduzione in legge di Bilancio dei Lep per i nidi e il fondo di 50 milioni per i progetti aziendali di rientro al lavoro delle donne dopo la maternità».
«Il nostro obiettivo – ha poi affermato Bono – è di favorire l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata, soprattutto permettendo alle donne di essere madri in ogni momento. Infatti la riflessione da cui siamo partiti per la definizione del progetto è che la donna assolve almeno a tre compiti fondamentali: madre, lavoratrice e organizzatrice della vita familiare». «Grazie a questo accordo – ha concluso – sosterremo tutti i suoi ruoli, dando alla lavoratrice pari opportunità rispetto ai colleghi maschi e alla madre la possibilità di essere vicina ai propri figli sul posto di impiego. Un contributo magari modesto, ma ci auguriamo significativo, poiché l’Italia ha assoluto bisogno di bambini».
Unanime soddisfazione, infine, dal mondo sindacale. —