Ritorna il Borgo solare Rsa e case per anziani davanti al Po di Volano
Il 2022 sarà l’anno buono per vedere quantomeno la partenza del Borgo Solare a Cocomaro di Focomorto? Il maxi-progetto della Gambale Immobiliare che gira tra uffici comunali e giornali da quasi tre lustri non è mai stato archiviato, nonostante gli ostacoli realizzativi e finanziari che vi sono via frapposti e alle polemiche suscitate sul fronte ambientalista e tra i residenti, ed è stato rilanciato a ridosso del nuovo anno. La richiesta di ulteriore proroga di un altro anno per il ritiro del permesso di costruire e del versamento della fideiussione da quasi 400mila euro a garanzia dell’esecuzione delle dotazioni territoriali, è stata accolta dal Comune con la motivazione «dell’interesse primario» per la provincia a creare un polo per la terza età addirittura «punto di riferimento delle province limitrofe come Ravenna e Bologna»; il progettista Enrico Puggioli è nel frattempo diventato presidente della Commissione qualità edilizia.
la storia
Si risale al 2007 con la prima versione del Borgo Solare, un centinaio di alloggi eco-compatibili a Cocomaro di Cona nei 5 ettari compresi tra via Comacchio, il Po di Volano e la strada che porta a Cocomaro di Focomorto, in variante al Prg. La variante venne approvata nel 2013, poi, nel 2018, la Gambale lo rispolverò con un Pua in base al quale, l’anno dopo, chiese il permesso di costruire per realizzare il primo stralcio delle dotazioni territoriali di via Comacchio (parcheggio e pista ciclabile). Risale a oltre due anni fa la prima richiesta di proroga di 12 mesi per il ritiro del permesso di costruire, che è stata reiterata nel novembre 2020, con la motivazione che la pandemia «sta mettendo a dura prova il sistema socio-sanitario» e quindi c’è più che mai bisogno di strutture come senior housing e Rsa. All’inizio di dicembre arriva appunto la terza richiesta di proroga, sempre per un anno.
gli sviluppi
La motivazione è sempre quella, «rafforzata dal fatto che sono stati sottoscritti degli accordi con importanti imprese - prende atto il Comune - che hanno manifestato l’interesse a realizzare le opere e tali imprese stanno organizzando un gruppo di lavoro e reperendo i finanziamenti necessari per sostenere l’intervento e contemporaneamente stanno valutando le possibili aziende interessate alla gestione». Il nuovo sì del dirigente dell’Urbanistica, Fabrizio Magnani, tiene aperta la partita che potrebbe cambiare il volto di una zona delicata dal punto di vista paesaggistico e ambientale. In che maniera lo spiega la relazione che risale al 2017: quattro lotti edificati, collegati tra loro «dal tessuto di verde pubblico e privato», ingresso da via Golena con piazzetta ed edificio misto-commerciale, cuore del «nuovo quartiere»; poi il lotto edificabile più importante, «che vede la possibilità d’insediarvi una residenza sanitaria assistenziale o una struttura polifunzionale al servizio «di un pubblico prettamente anziano». Infine tre edifici più piccoli, uno dei quali recuperati da una casa colonica da adibire a centro anziani, un centro medicale, aree attrezzate e verdi. Il tutto con l’etichetta della «rigenerazione urbana».
Stefano Ciervo
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