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Il procuratore capo di Gorizia Lia va a Udine: in tre chiedono di essere trasferiti

GORIZIA. Il procuratore Massimo Lia prenderà servizio giovedì a Udine, alla guida della Procura. Domani, 18 gennaio, per lui sarà l’ultimo giorno di lavoro a Gorizia. Il testimone passa alla dottoressa Laura Collini, magistrato più anziano, facente funzioni. Nel frattempo sono in corso i termini ai fini della presentazione delle domande in ordine alla copertura della titolarità dell’Ufficio goriziano. Per la nomina effettiva del nuovo capo della Procura si parla di almeno un anno. Ad incidere sulle tempistiche è peraltro la scadenza, quest’anno, del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), dovendo quindi considerare le procedure ai fini del rinnovo dell’Organo di rilievo costituzionale. In prospettiva, la Procura di Gorizia dovrà fare i conti con ulteriori avvicendamenti: tre magistrati, la stessa Collini, Paolo Ancora e Andrea Maltomini hanno infatti presentato domanda di trasferimento. Un’evoluzione da considerare, dopo peraltro l’insediamento della dottoressa Valentina Bossi a Ivrea.

Trasferimenti all’orizzonte per i magistrati, mentre sussiste la forte carenza di personale amministrativo. Intanto, il dottor Lia è in partenza per Udine. A Gorizia era arrivato il 19 ottobre 2015, proveniente da Catanzaro, dove aveva ricoperto le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Procura generale, già consigliere della Corte di Appello di Trieste. «Il mio auspicio è che il Consiglio Superiore della Magistratura nomini quanto prima possibile il mio sostituto – afferma il procuratore –. Lascio un ufficio in situazioni precarie a causa della scopertura del personale amministrativo che ha raggiunto, se non superato, i limiti della tolleranza. Confido che vi sia una presa di coscienza collettiva per l’invio di adeguate risorse umane. Inoltre, sono rientrati in Regione tre dei quattro amministrativi assegnati alla Procura in virtù di una specifica convenzione. C’è da sperare che l’amministrazione regionale sia sensibilizzata al fine di garantire le sostituzioni. Fin dal mio insediamento – ha aggiunto – ho rilevato enormi difficoltà in termini di organici. È quasi un miracolo riuscire a far funzionare l’Ufficio in modo congruo al fabbisogno di personale, basterebbe poco affinché la Procura possa operare al meglio». Il bilancio della sua esperienza a Gorizia è positivo: «Ottimo è stato il rapporto con i colleghi, abbiamo lavorato bene insieme, così come altrettanto buona è stata la collaborazione con le altre amministrazioni delle forze dell’ordine, dalla Polizia di Stato ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, fino alla Polizia locale dei Comuni e la Forestale. Ottimo anche il rapporto con il Tribunale, la collaborazione con il presidente Giovanni Sansone e poi con Barbara Gallo, facente funzioni». Un’attività, quella della Procura, caratterizzata da «qualche indagine interessante». Lia sottolinea con orgoglio la valenza di risultati in ordine ai procedimenti amianto, «a prescindere dai gradi di giudizio in Appello e in Cassazione», ma anche la soluzione in relazione all’omicidio del monfalconese Ramon Polentarutti, il responsabile Roberto Garimberti è stato condannato con sentenza definitiva e sta scontano la pena in carcere.

«Altre importanti indagini sono state affrontare e ne sono in corso ulteriori». Lia definisce il territorio isontino «un’oasi felice sotto il profilo della criminalità, poiché non si verificano eventi di particolare gravità, tali da mettere in allarme la comunità. Vi sono sicuramente problematiche serie e che vanno costantemente monitorate, specie per la zona del Monfalconese, caratterizzata da numerose attività produttive, laddove possono annidarsi attività criminali. Lo è stato ad esempio nell’ambito dell’indotto del cantiere navale, sono stati avviati procedimenti in relazione al caporalato. Anche il tema dell’inquinamento ambientale ha rilevanza. L’ultimo evento di particolare entità è stato l’incendio del capannone ex Bertolini a San Lorenzo Isontino. La Procura distrettuale antimafia di Trieste è comunque in grado di controllare il territorio Isontino».

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