Covid, in Fvg da inizio anno positivi più di 400 infermieri e 124 medici
UDINE. Più di mille dipendenti contagiati dal virus solo nel nuovo anno. A fronteggiare questa battaglia è il sistema sanitario regionale che oltre ai dipendenti no vax ha dovuto sostituire anche 124 medici, 401 infermieri, 154 operatori socio sanitari (Oss), 135 altre figure dagli psicologi alle ostetriche, 112 tecnici e 83 amministrativi.
La variante Omicron mette a dura prova il personale sanitario e soprattutto l’organizzazione nei reparti ospedalieri.
Il contagio viaggia rapidamente anche tra i sanitari: in un solo giorno, l’11 gennaio scorso, si sono infettati 48 infermieri, 16 medici, 13 Oss e 23 altre figure sanitarie.
È evidente che di fronte a questi numeri il timore che il sistema sanitario regionale possa rallentare è comprensibile.
Non a caso la task-force Covid, ormai da settimane, monitora il contagio in corsia. «Non c’è da meravigliarsi, in regione siamo 8.500 medici e 14 mila infermieri, la percentuale degli infetti è la stessa che si registra a livello nazionale», spiega il presidente della Federazione regionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Guido Lucchini, nel far notare che, molto spesso, il contagio di un medico provoca ulteriori assenze.
«Spesso i sanitari si accoppiano e quindi capita di dover lasciare in quarantena anche la moglie o il marito».
Questo per dire che il rischio contagio si espande a macchia d’olio. Le Aziende sanitarie da tempo invitano i sanitari pensionati a rientrare in reparto per prestare la loro opera a titolo gratuito.
Molti hanno accettato, altri, soprattutto tra i medici di medicina generale – sono sempre le parole di Lucchini – «avevano chiesto di poter continuare a esercitare la professione dopo i 70 anni.
Ma a quell’età i medici di base non possono ottenere la convenzione e quindi hanno dovuto rinunciare».
Trattandosi di persone preparate, i medici settantenni sono una risorsa e, sempre secondo Lucchini, «in pandemia si escogitano codici di guerra, bisogna far tesoro di tutte le risorse che si possono mettere in campo».
Intanto gli Ordini, dopo aver ricevuto mandato dal ministero della Salute che gli ha trasferito la competenza sulle sospensioni dei camici bianchi no vax, sottraendole ai Dipartimenti di prevenzione, stanno cercando di fare il punto per avere un quadro reale.
Tanti medici risultati positivi non hanno fatto il richiamo perché sono guariti da poco, ma il loro percorso non risulta registrato correttamente nella piattaforma nazionale. Da qui l’impegno anche festivo di Lucchini per verificare la situazione di ognuno.
Altrettanto complicate le ricadute provocate dal contagio registrato tra gli infermieri. I 401 ammalati di Covid sono stati costretti ad assentarsi ampliando così l’ormai cronica carenza di infermieri.
Non va meglio per gli operatori socio sanitari e per tutte le altre figure che entrano in contatto con i pazienti Covid.
Il coronavirus colpisce anche tecnici e amministrativi, nel nuovo anno quasi 200 sono stati costretti ad assentarsi per curare l’infezione.