Un cane cade nel canale, lo salvano una mamma con i suoi fìglioletti
PRATA. Due bambini di 6 anni vedono un cane in difficoltà, sull’orlo dell’annegamento, avvertono la mamma e poi grazie al loro gesto fanno intervenire l’ambulanza veterinaria.
La storia a lieto fine ha visto protagonisti vicino all’idrovora i figli piccoli della scrittrice locale Eva Brisotto, autore di due libri sull’elaborazione dei lutti, in particolare quello che ha riguardato la scomparsa dell’amato padre.
«Con i miei bambini Angelica e Francesco di 6 anni e mezzo sono andata a fare una passeggiata sopra l’argine, poiché a loro dopo la scuola piace molto andare a camminare.
Abbiamo notato due cani di grossa taglia che correvano in mezzo ai campi.
Vedendo che venivano verso casa mia, ho prima portato i bimbi dentro al recinto di casa e poi mi sono assicurata che i cani non fossero aggressivi, provando io a avvicinarmi.
Uno era giovane, l’altro molto più anziano. Ho cercato di trattenerli in modo da poter chiamare qualcuno che potesse leggere il microchip a entrambi, ma invano.
A un certo momento non li abbiamo più visti e ho pensato che sicuramente saranno tornati a casa».
Poi è accaduto l’imprevisto. «I miei figli si sono accorti che il cane più anziano era dentro al fosso, nel fango e nell’acqua, e non riusciva più a salire a riva, dove c’è la chiavica, a pochi metri da dove abito io.
Ho provato più volte per più di un ora ad aiutarlo, ma appena cercavo di prenderlo per paura tentava di mordermi.
Alla fine ho chiamato il 112 che mi ha passato chi di dovere: ho spiegato il problema e l’ambulanza veterinaria è arrivata in tempi brevi recuperando il cane e mettendolo in sicurezza.
Spero tanto che l’animale ora sia a casa con la sua famiglia e con l’altro cane».
Eva Brisotto ha tratto un insegnamento da questa storia. «I miei bambini sono molto amanti degli animali e hanno realizzato come fosse necessario salvare quel cane in difficoltà – conclude –, spero tanto che sia il cane anziano sia l’altro più giovane abbiano almeno una casa o una famiglia che li possa accudire e proteggere, così come hanno fatto i miei figli con il primo di loro»