Premio allo scopritore del Covid in Europa, ora in forza all’Asugi a Trieste
il riconoscimento
«Sono molto grato di essere un medico. Ho scelto la specializzazione in Malattie infettive perché i germi sono come i demoni di una storia medievale. Quando ne conosci il nome sai come comportarti, come contenerli, come trattarli, cosa fare dopo. In quel periodo cruciale, c’erano delle polmoniti che non mi spiegavo, causate da qualcosa che non trovavamo. E per dare una risposta alla mia ossessione di dare un nome alle cose ho deciso di fare quei primi tamponi: ad essere onesto, non pensavo venissero confermati. Poi Regione Veneto e Sistema sanitario si sono messi in moto rapidamente, affrontando a testa alta la cosa. Sinceramente, non pensavo di meritare questo riconoscimento, ma è molto bello che questo premio sia esteso a tutti i medici perché il nostro è un lavoro di squadra». Jacopo Monticelli è il 35enne infettivologo mestrino che l’Associazione Settemari ha nominato “Veneziano dell’anno 2020”, per «avere intuito per primo la diffusione in Europa dell’infezione da Covid, intendendo questo riconoscimento esteso agli operatori della sanità, tutti prodigatisi in prima linea, spesso fino al martirio, per il soccorso ai malati e il contenimento dell’epidemia». Nel febbraio 2020, Monticelli sospettò che il paziente che aveva in cura all’ospedale di Schiavonia non fosse affetto da una “normale” polmonite. In quelle settimane l’epidemia da Coronavirus affliggeva la Cina: sembrava lontanissima. Per dare un nome al “demone”, inviò due tamponi al laboratorio di Microbiologia dell’azienda universitaria di Padova, che 24 ore dopo ne rivelò la positività: il coronavirus era diventato una pandemia. Quel paziente era il pensionato di Vò Adriano Trevisan, prima vittima italiana. Laureato in medicina a Padova, Monticelli si è specializzato in malattie infettive a Verona. Ora è dirigente medico del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Trieste. Ieri, nelle sale Apollinee della Fenice ha ricevuto il riconoscimento, che la Settemari assegna a quanti contribuiscono con la loro attività, il loro impegno e la loro testimonianza al miglioramento sociale e culturale della città o a diffondere il prestigio di Venezia nel mondo. È passato un anno dalla nomina, ma solo ora è stato possibile ritrovarsi in pubblico. E la dottoressa Elena Marcon - responsabile della direzione medica di Schiavonia - ha raccontato quei giorni del 2020.