Rissa sventata a Padova, caccia ai violenti. I sindacati: «I tram sono poco sicuri»
PADOVA. Una maxi rissa sventata, decine di minorenni radunati in Prato della Valle con le peggiori intenzioni e poi in fuga dall’identificazione.
E ancora, un’anziana e sua figlia aggredite sul tram, sempre in Prato, da teppisti che sono riusciti a scappare quando l’autista ha fermato il mezzo per favorire i controlli della polizia.
Di un sabato pomeriggio più spaventoso che violento restano le indagini in corso (oggi la polizia dovrebbe cominciare a chiudere il cerchio sui cinquanta ragazzi identificati), la preoccupazione diffusa per quello che poteva succedere, ma anche strascichi polemici per la sicurezza sui mezzi pubblici.
IN DIFESA DELL’AUTISTA
«Capisco le signore aggredite sul tram in Prato, ma non è accettabile che la colpa ricada sulla categoria degli autisti», dice Stefano Pieretti dei Cobas.
«Sono anni che c’è un braccio di ferro tra l’azienda e il personale sulle misure si sicurezza», accusa il sindacalista, «L’azienda non fa rispettare le norme di sicurezze, sia quelle a tutela degli autisti e dei passeggeri, sia quelle per evitare il contagio Covid. L’autista è chiuso nella sua cabina, monitora quello che accade a bordo con la telecamera, ma non decide, ad esempio, se aprire o chiudere le porte. Un autista interventista potrebbe creare maggiori pericoli invece di risolvere una situazione».
Il fatto di sabato acuisce una protesta mai sopita: «Nell’ultimo anno ricordiamo che i lavoratori sono stati presi a sassate, aggrediti, insultati e si sono dunque trovati in situazioni rischiose», sottolinea Pieretti.
I MEZZI CHE SCOPPIANO
E poi c’è tutta la faccenda Covid: «Se nei bus ancora è possibile gestire i flussi perché si prenota la fermata e dunque l’autista può mettere “completo” in testa al mezzo e non far salire altre persone, sul tram devono essere rispettate tutte le fermate e non si può impedire ai passeggeri di salire».
La soluzione per il sindacato è una sola: «Serve personale sui mezzi che si occupi esclusivamente di far rispettare le regole anti-Covid, dunque controlli sul Green pass, sulle mascherine e sulle capienze».
L’APPELLO
La Filt-Cgil chiama direttamente in causa i dirigenti di BusItalia e le istituzioni locali.
«In città servono controlli programmati e sistematici sui bus, ma ancora di più sul tram», dice Andrea Rizzo, della segreteria della Cgil-Trasporti. «Sono due anni che gli autisti segnalano incursioni di baby gang a bordo del tram il sabato pomeriggio. Sono ragazzini che vogliono fare i "guappi” contro tutti e che spesso non sono seguiti dalle famiglie. Hanno come punto di riferimento la fermata Tito Livio. Si radunano sui gradoni della Banca d’Italia e se ne vanno in giro, quasi sempre senza biglietto, solo a fare danni. La presenza delle forze di polizia in queste settimane servirebbero anche a controllare chi viaggia senza Green pass rafforzato e senza biglietto. E avrebbe anche l’effetto di dare più fiducia e sicurezza ai passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici».