Addio a Fogu, fu sindaco di Ivrea per quattordici anni
IVREA. Si sono svolti lo scorso sabato, a Tortolì, in provincia di Nuoro, in Sardegna. dove viveva da anni con la moglie Anna, i funerali di Roberto Fogu, scomparso all’improvviso, mercoledì 12, per un’emorragia cerebrale. Avrebbe compiuto 83 anni proprio all’indomani, giovedì 13. La notizia della scomparsa di Fogu si è diffusa in breve tra gli amici eporediesi e a Ivrea, città, di cui fu a lungo amministratore, dal 1975 al 1979, come assessore e, dal 1979 al 1993, come sindaco.
«Lo ricordo come un ottimo amministratore dotato di grandi capacità di mediazione, di ascolto e di impegno, convinto testimone della presenza socialista nel governo della città e del territorio alla quale ha dedicato tanta parte del suo tempo e della sua vita - racconta Luigi Ricca, primo cittadino di Bollengo, già canavesano di punta del Partito socialista a livello regionale -. Nella sua intensa vita amministrativa si trovò a fronteggiare, negli anni '90, le prime crisi Olivetti e a gestire i rapporti con l’azienda alle prese con i primi grandi problemi di esubero del personale, culminati con il trasferimento di oltre 400 dipendenti nella pubblica amministrazione, alcuni dei quali andarono a Torino proprio al termine del suo terzo mandato». «Fogu - continua Ricca - fu il primo a far partire un piano di recupero dell’ex Montefibre, affrontando il tema di riqualificazione e utilizzo dell’area e iniziò anche la revisione del Piano regolatore generale di Ivrea che, già nel 1989, indicò tale area tra le più idonee a ospitare il nuovo ospedale, Iniziò anche il recupero del Teatro Giacosa, successivamente portato a compimento dalla Giunta Maggia, e, soprattutto, diede il via, già come assessore, al risanamento del centro storico. Realizzò il sottopasso della Montefibre e una serie di altri interventi significativi. Negli anni da assessore visse l’esperienza dei comprensori che vide Ivrea diventare il luogo di riferimento a cui convergevano le varie istanze del territorio per trovare poi attenzione e ascolto a livello provinciale e regionale, molto più di ora».
Nel 1989, consegnò a Benny Nato, rappresentante dell'African National Congress, la cittadinanza onoraria destinata a Nelson Mandela, all’epoca ancora in carcere. Non mancarono i momenti bui quando, nel ’93, vittima di un errore giudiziario, fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla Tangentopoli eporediese e, nello stesso anno ricevette venti milioni di lire quale risarcimento per aver trascorso in carcere 4 giorni nonostante non fosse colpevole.