Il Covid pesa per 60 milioni di euro sui conti dell’azienda sanitaria del Canavese
IVREA. Settantadue milioni di euro in più. Tanti servirebbero all’Asl/To4 nel 2022 per mandare avanti l’azienda sanitaria, chiamata a fronteggiare ancora, dopo due anni difficilissimi, l’emergenza Covid. È quanto si evince dalla relazione firmata dal direttore generale Stefano Scarpetta che accompagna il bilancio previsionale. Il documento finanziario è molto complesso, si compone di molte voci di finanziamento e ruota attorno al miliardo di euro.
Il conto economico del Covid, compreso naturalmente nel bilancio di previsione, pesa per 60 milioni di euro. In linea astratta, tolta di mezzo la pandemia e quindi la quota Covid, l’Asl/To4 ipotizza per l’anno appena iniziato un bilancio in negativo di 12 milioni di euro.
Il tema del bilancio è sensibile. Negli ultimi anni i conti hanno sempre chiuso con il segno meno. Non si può non leggere, nella relazione di Scarpetta, l’osservazione sugli anni 2018, 2019 e 2020, quando scrive che se l’Asl/To4 avesse beneficiato di una quota capitaria perlomeno pari a quella media regionale (è sempre stata inferiore), il maggior finanziamento che ne sarebbe conseguito sarebbe stato compreso tra i 20 ed i 30 milioni annui e avrebbe consentito all’azienda sanitaria di presentarsi con i consuntivi in ordine e programmare maggiori servizi sanitari per la popolazione. Ma tant’è.
La pandemia, nel 2020 e nel 2021, ha di fatto reso l’attività incomparabile con quelle degli anni precedenti. Scarpetta ricorda come la tradizionale attività sanitaria abbia subito delle riduzioni a fronte dell’esigenza di fronteggiare la pandemia. E anche i ricavi dei finanziamenti Covid per l’esercizio 2021 sono ancora in via di definizione.
«Quelli attualmente contabilizzati - sottolinea il direttore generale - sono assolutamente insufficienti per coprire tutti i costi sostenuti». Il tema del bilancio 2022 è ancora diverso. «Per l’esercizio 2022 - scrive ancora Scarpetta - non è stato ancora definito alcun finanziamento specificamente destinato a fronteggiare i costi emergenti, dovuti all’attività sanitaria inerente la gestione della pandemia».
Pertanto, al momento, il documento finanziario deve fare i conti con una incertezza assoluta sugli importi stanziabili e questo determina l’impossibilità di programmare in modo preciso le attività. «Tutta la fase emergenziale - spiega il direttore generale - è stata affrontata realizzando provvedimenti ed azioni richieste dalle autorità regionali preposte, senza una reale programmazione preventiva dei costi che avrebbero generato, né tanto meno una verifica della loro sostenibilità finanziaria, non conoscendo l’ammontare dei finanziamenti che concretamente lo Stato, prima ancora che le Regioni, potessero mettere a disposizione».
Nel 2021, per redigere il bilancio dell’Asl, ci si era immaginati un anno di progressivo ritorno alla normalità, anche grazie all’avvio della campagna vaccinale e pertanto erano stati ipotizzati cinque mesi di emergenza Covid e sette di attività tradizionale. Un anno dopo sappiamo come sia andata.
«Si propende - si legge ancora nella relazione di Scarpetta - per il ritenere ormai il virus Covid e le conseguenze che ne derivano come un elemento strutturale e poco modificabile del nostro attuale e prossimo venturo periodo temporale. A tal punto che per la predisposizione del Conto economico previsionale 2022, la Regione non ha nemmeno indicato nelle tabelle dei finanziamenti, importi specificamente indirizzati ad azioni di prevenzione o per fronteggiare specifiche esigenze dovute all’emergenza in atto».
Prevale quindi la linea di massima prudenza, nell’immaginare quello che sarà, con la consapevolezza che non sarà possibile tornare ai livelli di attività del 2019. Del resto, i dati dei contagi in Canavese domenica erano ancora in crescita del 9,6 per cento rispetto a tre giorni prima.
Dentro al documento, tutte le difficoltà già sviscerate più volte nel corso di questi ultimi anni, a cominciare da quelle del personale. L’obiettivo della direzione è assumere attraverso concorsi, ma le carenze sotto questo profilo di traducono in un ricorso massiccio alle agenzie di somministrazione e alle società e, di conseguenza, a un aumento dei costi.
Senza dimenticare l’aumento di gas, raddoppiati nel 2021, e energia elettrica (più che raddoppiati). Tradotto in denaro sonante, se il trend non varierà nel 2022, l’aumento delle utenze varrà, per l’Asl/To4, qualcosa come poco meno di 5 milioni e mezzo di euro.