Mantova, a giugno vaccini agli under 60
MANTOVA. «Se il ritmo di vaccinazioni mantiene questo passo, alla fine del mese avremo coperto tutti i soggetti fragili e a quel punto saremo nelle condizioni di vaccinare anche nelle fasce delle attività produttive. In questo modo per la fine dell’estate, nella peggiore delle ipotesi, avremo la maggior parte della popolazione lombarda immunizzata». Non è soltanto il sole che vede entrare dalle finestre del suo studio all’ospedale Poma a indurre Raffaele Stradoni, direttore dell’Asst di Mantova, a guardare con ragionevole speranza il futuro della campagna vaccinale e più in generale della battaglia contro la pandemia nella nostra provincia. Per la prima volta, sabato e domenica scorsi, sono state inoculate nei punti vaccinali dell’Asst le prime 1.200 dosi di vaccino Janssen di Johnson & Johnson. È come ormai tutti sappiamo, si tratta del vaccino di più semplice conservazione e a dose unica.
Sono passati giorni difficili per i vertici sanitari, con la questione delle lunghe code di attesa al Grana Padano Arena formatesi la scorsa settimana e con le polemiche sulla posizione poco felice di Mantova nella conta della percentuale di vaccinati nelle province lombarde. Ma mercoledì 5 e martedì 4 di resse per fare le iniezioni non se ne sono viste. «Mio marito ha impiegato meno di venti minuti» ci ha detto ieri pomeriggio una signora all’uscita dell’ex palasport. Con lei altre persone in attesa di congiunti. Niente affollamenti. «Perché le code si formano quando le persone vanno al polo vaccinale molto prima dell’appuntamento – dice Stradoni – ora il personale controlla che questo non accada e quando trovano qualcuno troppo in anticipo, lo invitano ad andare a bersi un caffè e tornare all’orario giusto. Per quanto riguarda i ritmi con cui vacciniamo i mantovani, abbiamo recuperato terreno. Siamo al 29% della popolazione, in perfetta media regionale».
L’annuncio della frenata sulle vaccinazioni a livello nazionale, per una diminuzione delle forniture, non è incoraggiante. «Su questo non possiamo far nulla – dice Stradoni – ma va anche precisato che si tratta di un rallentamento moderato. In Lombardia passeremo dalla 115mila a 85-90 mila dosi al giorno per un certo periodo di tempo. La nostra stima, però, è che nel Mantovano dovremmo riuscire entro la fine di maggio a coprire i soggetti fragili. A quel punto saremo nelle condizioni di avviare la somministrazione tra le persone di età inferiore ai 60, impegnati nelle attività produttive. In media oggi riusciamo a vaccinare nel solo polo del Grana Arena tra 1.400 e 1.500 persone al giorno. Naturalmente non siamo in grado di prevedere con certezza e precisione numeri e scadenze, ma è verosimile che per la fine dell’estate la maggior parte dei lombardi sarà immunizzato. E auspico che in settembre si inizino le vaccinazioni per gli studenti». Ma come sta andando la pandemia? «I contagi monitorati da Ats Val Padana sono in diminuzione, la circolazione del virus è in lento rallentamento – conclude Stradoni – Troppo lento per le nostre aspettative, ma ci sono dati positivi. I ricoverati per Covid diminuiscono, oggi sono 170 circa. Questo ci permette di ridurre il personale in terapia intensiva e spostarlo altrove. In particolare in cardiochirurgia, dove oggi è stato fatto il primo intervento in sala operatoria».