Ferrara, il sindaco Fabbri: "Dal vescovo grave pregiudizio politico"
FERRARA. «Le parole del vescovo sono evidentemente frutto di un grave pregiudizio politico nei confronti della nostra Amministrazione. Dispiace e lascia davvero stupiti veder riesumato il concetto di "razza" nel 2021 e in un momento tanto drammatico per il mondo intero, causato dalla pandemia». Lo dice il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, replicando alla nota dell'arcidiocesi guidata da monsignor Gian Carlo Perego che ieri sera aveva commentato la graduatoria sulle case popolari, che con il nuovo regolamento e il principio di 'residenzialità storicà hanno visto i primi 157 assegnatari tutti italiani. La diocesi aveva detto di sperare che «nessuna famiglia, che ne aveva diritto, sia stata esclusa per ragioni di razza e nazionalità».
Per Fabbri che fa riferimento anche a «gravi illazioni che rischiano di fomentare, quelle sì, le divisioni e le tensioni sociali su un tema molto delicato com'è il diritto alla casa», i dati «parlano chiaro: con il nuovo regolamento riusciremo finalmente a dare una risposta a cittadini in difficoltà e a categorie fino ad ora penalizzate nell'accesso alla casa popolare, a partire proprio dalle persone più avanti in età e dagli anziani. Tra i primi 157 assegnatari infatti ben 90 hanno più di 60 anni e, di questi, 33 sono over 65. Tra i primi assegnatari, poi, ci sono 21 nuclei monogenitoriali con uno o più minori a carico». Due sono, inoltre, «le famiglie di immigrati che hanno ottenuto cittadinanza italiana e che si trovano in posizione molto alta, anche grazie agli anni di permanenza a Ferrara».