Narcotizza l’aspirante badante e la palpeggia
CONEGLIANO. È accusato di aver palpeggiato nelle parti intime un’aspirante badante dopo averla narcotizzata con un sonnifero sciolto in un succo di frutta, il giorno in cui l’aveva accolta in casa per una prova. Per questo motivo un cinquantenne che vive in un comune limitrofo a Conegliano, disabile a causa di un incidente stradale di cui fu vittima alcuni anni fa, si trova a processo per violenza sessuale.
L’annuncio sul web
La vicenda risale al gennaio dell’anno scorso quando un’avvenente trentenne sudamericana, dopo aver letto un annuncio su un sito di offerte di lavoro, contatta al telefono il cinquantenne coneglianese. L’uomo le spiega di essere in sedia a rotelle e di avere bisogno di lei per spostamenti e necessità legate alla sua disabilità. L’aspirante badante accoglie con entusiasmo l’offerta di lavoro e concorda con l’uomo d’incontrarsi in casa sua per un giorno di prova. Ma l’entusiasmo dura poco.
L’incontro
I due fissano per il 7 gennaio 2019 il colloquio di lavoro e l’eventuale prova. Ma quello che doveva essere un normale giorno di prova, per la donna si trasforma in un incubo. Dopo aver bevuto un succo di frutta, si assopisce sul divano. Ma quando si risveglia, si ritrova spogliata, con le sole mutande addosso, e con il cinquantenne che la accarezza nelle parti intime.
La corsa all’ospedale
Il colloquio di lavoro finisce lì. La trentenne sudamericana chiama il marito e si fa accompagnare all’ospedale di Conegliano e racconta al personale sanitario quello che è successo. Le analisi riscontrano, effettivamente, un’intossicazione da “benzodiazepina”, una sostanza che lei afferma di non assumere nemmeno sotto forma di medicinale.
La denuncia
Un’amica e il marito, scossi, confermano successivamente alla polizia lo stato confusionale in cui hanno trovato la giovane donna dopo l’incontro di lavoro con il disabile. Scatta al Commissariato la denuncia per violenza sessuale. Il nome del cinquantenne è già noto alle forze dell’ordine per un’altra vicenda simile. Nell’ottobre del 2017 una quarantenne brasiliana che gli faceva da badante lo denunciò ai carabinieri per averla palpeggiata dopo averla “drogata” e averla perfino minacciata con una pistola per costringerla a sottostare alla sua volontà.
Il processo
Ieri mattina, la vicenda è approdata davanti ai giudici del collegio, presieduto da Francesco Sartorio. S’è trattato di una mera udienza tecnica con la presentazione delle liste dei testimoni della pubblica accusa e della difesa (rappresentata dall’avvocato Luisa Osellame). La trentenne sudamericana s’è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Maria Stella Mazzon. Si torna in aula a settembre 2021. —
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