Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio: «La notte in cui se n’è andato»
Tiziana Giardoni, moglie di Stefano D’Orazio, non riesce e non può trovare pace all’idea che il marito sia morto solo, senza quella carezza della sera a conciliarne il riposo. «Non riesco a cancellare quella notte in cui ho visto Stefano per l’ultima volta: aveva la febbre a 39 e mezzo, se ne è andato con il 118 guardandomi con lo sguardo impaurito e perso», ha raccontato al Corriere della Sera la moglie del batterista dei Pooh, scomparso venerdì 6 novembre per l’aggravarsi improvviso dei sintomi del Coronavirus. D’Orazio e la moglie hanno scoperto insieme di esserne affetti, ma la malattia non ha dato sulle prime di che preoccuparsi. Una leggera tosse, un mal di gola. Niente più. Fino alla notte in cui la febbre è salito d’improvviso e il fisico di D’Orazio, spossato da una immunodepressione pregressa, non ha più saputo reggere.
«Non l’ho potuto salutare, né fargli una carezza: lui ne aveva bisogno, perché noi ci addormentavamo così […] Ho chiamato il 118, lo hanno portato via mentre li supplicavo di farmi salire: continuavo a dire “Anche io ho il Covid-19”. Ma non c’è stato nulla da fare», spiegato ancora la Giardoni, la cui storia con Stefano D’Orazio, che da tempo lottava contro una immunodepressione, è cominciata nel 2007.
«Aveva iniziato il corteggiamento a modo suo, con allegria. Io non sapevo neppure chi fosse», ha ammesso la donna, che dieci anni più tardi sarebbe convolata a nozze con il batterista. «La mattina dopo il nostro primo incontro, alle 6, già avevo nel telefonino un suo messaggio: dopo che aveva scoperto che anche il suo amico mi aveva chiesto il numero di telefono, temeva di arrivare “tardi”. Da quel giorno non ci siamo più lasciati: è una magra consolazione, ma so che Stefano non ha mai amato nessuna come me. E io l’ho ricambiato totalmente».