Coronavirus, arriva il bando per 300 medici volontari: «È una chiamata alle armi»
A un mese dal primo caso italiano di coronavirus accertato, nel giorno in cui i decessi nel nostro Paese superano quelli in Cina, la protezione civile ha lanciato una selezione per arruolare temporaneamente 300 medici volontari e istituire una task force di «intervento rapido» per combattere l’epidemia di coronavirus. «Apriamo un bando online per consentire a tutti i medici italiani che vogliono e possono aderire alla task force che Borrelli coordinerà. Un bando per 300 medici volontari da mandare nelle regioni più colpite dal coronavirus, Lombardia in primis», fa sapere il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Un bando che nelle sue parole diventa una vera e propria «chiamata alle armi a tutti i medici italiani, perché i medici che sono in prima linea hanno bisogno di aiuto».
E ancora: ««Il governo si è fatto carico del grido d’allarme lanciato dagli ospedali e questa task force andrà subito in Lombardia. C’è bisogno che i medici che aderiscono lo facciano con la forza dello Stato, che c’è dietro, e che abbiano il sostegno di tutti. Stiamo chiedendo a migliaia di medici di valutare. La nostra corsa dev’essere più veloce di quella del virus e far sì che possa essere vinta».
Il bando è semplice e immediato: possono partecipare i medici del Servizio sanitario nazionale, delle strutture convenzionate e i liberi professionisti. «Il bando prevede l’arruolamento temporaneo alla Protezione civile di questi 300 medici, fermo restando il rapporto di lavoro con la propria organizzazione e la corresponsione per quanto riguarda i medici del ssn del trattamento economico fondamentale e accessorio, il riconoscimento di una somma forfettaria di 200 euro al giorno che è prevista nel bando e la possibilità di essere assistiti e alloggiati dalle regioni dove si è destinati», ha aggiunto il commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli che ha predisposto la selezione in stretta collaborazione con il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Si cercano in primis anestetisti e rianimatori da destinare alla Lombardia e alla provincia di Piacenza. Anche il decreto Cura Italia, emanato per fronteggiare l’emergenza coronavirus, prevede nuove assunzioni nell’esercito di medici e infermieri. Si tratta, nello specifico, dell’arruolamento per chiamata diretta di centinaia di ufficiali medici e di sottufficiali infermieri.
Sono quattordici finora i sanitari morti dall’inizio dell’epidemia, con un numero altissimo di contagiati (circa tremila, l’8,3% del totale dei colpiti). Dal 25 marzo, assicura Boccia, «mascherine e dispositivi di protezione saranno garantiti al personale sanitario negli ospedali».
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